Scuola, pendolari: la parola d'ordine è arrangiarsi

C’è chi arriva in classe col fiatone e chi è costretto a usare il motorino anche d'inverno. Sono gli studenti che raggiungono il capoluogo dai paesi dell'hinterland: fanno tutti tardi a scuola perchè non riescono a raggiungere le lezioni con i mezzi pubblici, specie usando l'Ast
Catania, Archivio

CATANIA. C’è chi arriva in classe col fiatone e torna a casa sfinito all’imbrunire. C'è chi è costretto a usare il motorino anche d'inverno, visto che il bus passa... come un terno al lotto. Sono gli studenti pendolari che raggiungono il capoluogo dai paesi dell'hinterland: fanno tutti tardi a scuola perchè non riescono a raggiungere le lezioni con i mezzi pubblici, specie usando l'Ast.
Ad esempio, per arrivare in tempo allo Scientifico «Boggio Lera», arrampicato su via Vittorio Emanuele, bisogna prendere almeno un bus di città, dopo quello che viene dal proprio paese. Se il primo è in ritardo, rispondere all’appello delle 8,10 è impossibile. "Io abito a Motta Sant'Anastasia - racconta Giorgia, 15 anni – e spesso le corse saltano, non so come tornare a casa e devo telefonare ai miei genitori per farmi venire a prendere a Catania".
Insieme a lei Martina, Elisa, Viviana: tutte con lo stesso problema. "Da Misterbianco è uguale - le fa eco Angelo, 16 anni - perché l'autobus a volte non c'è, ma io lo scopro solo dopo avere aspettato. Se non passa, chiamo mio papà che viene a prendermi apposta da Misterbianco". Tutti racconti-fotocopia che testimoniano lo stesso disagio. "Io uso il motorino - continua Federica - o prendo un passaggio da una mia amica, che si fa accompgnare a scuola da sua mamma". "Come noi - esordiscono Roberta, Alfredo e Sasha - ce ne sono altri 800: l'Ast delle 7,10 non passa, cosí prendiamo l'Fce delle 7,20, ma arriviamo in classe ancora più tardi. Ai prof diciamo che siamo pendolari, ma non si può fare questa vita tutto l'anno".
Uno stress anche per i genitori, alle prese con costi extra di benzina e organizzazione da pitstop prima di andare a lavoro. A risentirne è la qualità della didattica. La vice preside del «Boggio Lera», Lina Lo Presti: "Molti nostri studenti non riescono ad arrivare puntuali a scuola dai paesi di origine. Nel caso di Motta e Misterbianco, questo si verifica anche se sono stati predisposti due autobus. Anche stamattina (ieri, per chi legge, ndr) interi gruppi di ragazzi sono arrivati in ritardo. Chiediamo, quindi, che si possa rimodulare l'orario in funzione delle esigenze degli studenti: inutile arrivare troppo presto o troppo tardi. L'anno scorso abbiamo provato a contattare l'Ast ma non abbiamo risolto il problema perchè, al telefono, passavano la comunicazione da un ufficio all'altro come un gioco al rimpiattino".
L'Ast risponde che proprio ieri è entrato in vigore il nuovo orario invernale e che non sono sono state segnalate disfunzioni. "Abbiamo programmato il servizio - spiegano i vertici catanesi dell'Azienda - come quello dell'anno scorso. Abbiamo cominciato da poco e la situazione sarà a regime dal primo ottobre". Per Motta e Misterbianco, invece, l'Ast rimanda la responsabilità ai Comuni: "Già due mesi fa abbiamo scritto alle amministrazioni che non avremmo potuto garantire il servizio scolastico. Una situazione uguale da Nicolosi e Pedara verso Acireale".

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