Slitta la decisione del tribunale su vendita Aligrup

Il provvedimento interessa 1.600 lavoratori diretti, e 3.000 in maniera indiretta. La richiesta di un rinvio, per un massimo di due mesi, è stata avanzata dalla stessa Aligrup. Sulla vicenda dell'azienda di Catania è intervenuta, con una nota, la Uiltucs siciliana che si dice preoccupata

CATANIA. È slittata, di almeno 30 giorni, la decisione del Tribunale di Catania sulla cessione di un ramo d'azienda di Aligrup ad altre aziende del settore della grande distribuzione. Il provvedimento interessa 1.600 lavoratori diretti, e 3.000 in maniera indiretta. La richiesta di un rinvio, per un massimo di due mesi, è stata avanzata dalla stessa Aligrup per permettere la ristrutturazione del debito e concludere positivamente la trattativa del concordato aperto con tutti i creditori.  L'Aligrup è controllata per il 15% da un amministratore giudiziario, per le vicende penali che hanno interessato il suo proprietario, Sebastiano Scuto, il 're dei supermercatì in Sicilia. 

I contatti in corso riguardano 21 punti vendita a Coop Italia, nove alla Conad e quattro alla Ergon. La cessione è vincolata a una trattativa alla quale prende parte anche l'amministratore giudiziario. Sulla vicenda dell'azienda di Catania è intervenuta, con una nota, la Uiltucs siciliana che si dice «preoccupata seriamente del futuro dei 1.600 lavoratori della società perchè, è inutile nasconderlo, le filiali non possono più  reggere per altri 30 giorni: la merce non arriva - sostengono dal sindacato - i banchi sono vuoti, i clienti non trovano più l'offerta merceologica e i lavoratori aspettano ancora la retribuzione del mese di agosto e il rischio di fallimento diventa sempre più concreto». «Per questo - ha aggiunto la Uiltucs - che abbiamo chiesto al prefetto di Palermo di convocare nel più breve tempo possibile l'azienda alla presenza dei sindacati per potere fare chiarezza sulla reale situazione e sulle prospettive future delle circa 1.600 famiglie coinvolte in questa gravissima e triste vicenda. Nel caso in cui la Prefettura non dovesse convocare in tempi brevi le parti - ha annunciato il sindacato - la Uiltucs organizzerà in settimana un corteo di protesta per essere ascoltati».

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