Castiglione saluta: "Lascio un ente sano e ben gestito"

Ultima conferenza stampa nel Centro direzionale di via Nuovaluce per un bilancio dei suoi quattro anni e mezzo di gestione

CATANIA. In Consiglio provinciale, riunito ancora in mattinata per tentare di scalare la montagna di debiti fuori bilancio all’ordine del giorno, neppure gli alleati di maggioranza — Pdl e La Destra — sembrano concordare nei giudizi sull’«era» di Giuseppe Castiglione.

Lui, comunque, ha lasciato ieri l’ente parlando di «esperienza unica, esaltante e straordinaria vissuta all’insegna della sobrietà, della trasparenza, della collaborazione con gli enti locali con le forze ordine e la magistratura». L’ex presidente ha ringraziato «la struttura della Provincia, questa grande rete umana che ci ha perrmesso di raggiungere obiettivi assolutamente insperati all’atto dell’insediamento».

Eletto nel 2008, assillato dal «caso Ifi» che rischia di provocare lo sforamento del patto di stabilità, Castiglione ha parlato di «ente sano e ben gestito, che ha progettato e programmato valorizzando il proprio patrimonio». Il leader pidielle, che ancora in queste settimane aveva ”randellato” il suo predecessore Raffaele Lombardo per avergli lasciato in eredità «ben 37 dirigenti, molti esterni, ora ridotti a 14 e tutti interni», s’è soffermato ieri sui progetti in corso d’opera: «EtnaRail, un sistema di trasporto pubblico locale con monorotaia per collegare l’area pedemontana nord con il centro di Catania, il collegamento in banda larga per tutte le medie superiori, la creazione di un sistema di efficientamento energetico che interesserà sempre i plessi scolastici». Castiglione ha anche menzionato l’adozione del «Piano territoriale, di Mobilità e di Sviluppo economico».

E ancora gli investimenti per strade, sicurezza e scuole: «Abbiamo razionalizzato la spesa — ha commentato — e ridotto i costi della politica, dando efficienza alla macchina amministrativa. Abbiamo ripreso il ruolo della Provincia che è quello della pianificazione e della programmazione».

A Palazzo Minoriti, però, pure gli stessi rappresentanti de La Destra-Lista Musumeci non risparmiano critiche: «Non entro nelle scelte personali di Castiglione, ma l’ente è minato da debiti fuori bilancio, che andavano affrontati preventivamente», afferma il capogruppo Giuseppe Mistretta.

Nunzio Parrinello, rappresentante del «gruppo Leanza» di Famiglia-Lavoro-Solidarietà, ironizza: «O lo consigliano male, o non sa quel che dice. Per Castiglione, il Piano territoriale e quello di Mobilità sono cosa fatta. Finora, invece, sono state adottate solo le linee-guida. Del Piano in sè, non abbiamo ancora neppure traccia in Consiglio. È negli uffici in fase di elaborazione. La cosa più preoccupante, però, è che va via quando ancora la Provincia non ha bilancio preventivo».

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