Teatro Stabile a rischio, appello Cgil a Battiato

Il sindacato: «Temono per l'occupazione sia i 38 lavoratori dipendenti a tempo indeterminato , i 57 precari e i 100 attori che da sempre vivono senza nessun altra tutela che il proprio lavoro»
Catania, Archivio

CATANIA. «Il colpo inferto al Teatro Stabile di Catania e ai suoi lavoratori è stato tremendo» Lo afferma la Cgil che ritiene «a rischio occupazione sia i 38 lavoratori dipendenti a tempo indeterminato , i 57 precari e i 100 attori che da sempre vivono senza nessun altra tutela che il proprio lavoro».   


«In quasi tutta Italia - osserva il sindacato - sono stati in parte  risparmiati dai tagli, i teatri e la cultura in genere. Ma allo Stabile di Catania sono state drasticamente ridotte, da parte della Regione Siciliana, le risorse del 34% per l'anno in corso. È stata dunque ipotecata pesantemente la possibilità operativa del Teatro».    


Secondo la Cgil di Catania, si legge in una nota del sindacato, «le recenti inchieste sui grandi eventi paiono dare anima e sostanza a qualche dubbio, così come le recenti assegnazioni a pioggia di contributi per un importo complessivo di 1.600.000 euro, a favore della moltitudine,  avvenuta nel bel mezzo della bagarre elettorale e mentre pubblicamente il governo regionale piangeva miseria».   


Il sindacato «auspica che il maestro Franco Battiato, neo assessore, possa presto puntare al rapido reintegro della dotazione economica dell'Ente e a favore di una adeguata salvaguardia delle attività».

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