Bilanci comunali, chiesto giudizio per Scapagnini e altri nove

Coinvolti oltre all'ex sindaco gli ex ragionieri generali Vincenzo Castorina e Francesco Bruno, gli ex assessori al Bilancio Francesco Caruso e Gaetano Tafuri, l'ex commissario Vincenzo Emanuele, e quattro dirigenti del Comune: Mario D'Antoni e Carmelo Pricoco (Entrate), Santo Cimellaro (Condono edilizio) e Luigi Asero (Urbanistica)

CATANIA. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per falso di quattro ex amministratori e di sei dirigenti del Comune di Catania nell'ambito di un'inchiesta sui bilanci preventivi dell'Ente dal 2006 al 2008. Stralciata dall'inchiesta la posizione degli ex componenti le giunte che sono indagati. L'udienza preliminare si terrà il 21 gennaio davanti al Gip Alba Sammartino.   


Gli imputati sono l'ex sindaco Umberto Scapagnini, gli ex ragionieri generali Vincenzo Castorina e Francesco Bruno, gli ex assessori al Bilancio Francesco Caruso e Gaetano Tafuri, l'ex commissario Vincenzo Emanuele, e quattro dirigenti del Comune: Mario D'Antoni e Carmelo Pricoco  (Entrate), Santo Cimellaro (Condono edilizio) e Luigi Asero (Urbanistica).   


Secondo l'accusa, a vario titolo, nei bilanci di previsione dell'Ente avrebbero garantito falsamente gli equilibri di bilancio attraverso piani di rientro che non si sono avverati. Nel 2006 gli equilibri di bilancio sarebbero stati garantiti da 125 milioni di euro che, contrariamente alle previsioni, non sono stati incassati. Un esempio delle voci citate dall'inchiesta, nei bilanci dei tre anni, è quella del condono edilizio: la previsione nel 2006 era di 8 milioni di euro, l'incasso reale è stato di 1,7 milioni; nel 2007 sono entrati 2,2 milioni a fronti dei previsti 50 milioni; nel 2008 previsti 40 milioni, incassati 2,5.

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