Catanese ucciso a Torino, la pista del narcotraffico

Antonio Pisano, arrestato nel dicembre 2000, a Malaga, nel 2002 figurava in una inchiesta antidroga di Reggio. Sino al 2008 era stato sorvegliato
Catania, Archivio

TORINO. La pista del regolamento di conti per una partita di droga non pagata o tagliata male tanto da non potere essere venduta l’ipotesi più accreditata dalla Squadra mobile di Torino che si sta occupando delle indagini sull’omicidio del catanese Antonio Pisano, 49 anni, freddato in strada con diversi colpi di pistola, sparati all’addome dell’uomo a distanza ravvicinata.

L'agguato è avvenuto nel tardo pomeriggio, in via Ghedini, di fronte al civico 13, nel quartiere Barriera di Milano, zona Nord del capoluogo piemontese. Secondo alcuni testimoni, che la polizia ha ascoltato subito dopo il mortale agguato, il killer si è avvicinato alla vittima e, dopo avergli scaricato addosso il caricatore di una calibro 9, è fuggito a piedi.

Inutile l'allarme al «118» e la corsa in ospedale. Le condizioni della vittima, giudicate sin dai primi istanti critiche dai sanitari, sono peggiorate con il passare dei minuti. La vittima, colpita da almeno tre proiettili all'addome, è morta al «San Giovanni Bosco», mentre i medici lo stavano sottoponendo a un delicato intervento chirurgico per fermare l'emorragia interna provocata dai proiettili.

Del caso si stanno ora occupando gli investigatori della Squadra mobile, coordinati dal sostituto procuratore Alessandro Aghemo. Una soluzione a questo giallo potrebbe essere trovata nel passato della vittima. Antonio Pisano era stato arrestato nel dicembre 2000 all'aeroporto di Malaga, con l'accusa di traffico internazionale di droga, proprio dalla Squadra mobile di Torino, che gli dava la caccia da alcuni mesi.

Nel 2002 il suo nome compare anche in una inchiesta di Reggio Calabria, sempre per reati connessi al traffico di stupefacenti. Uscito di cella nel 2007, era stato sorvegliato speciale fino all'anno scorso. Antonio Pisano viveva a Rivarolo Canavese, prima cintura di Torino, e non aveva legami stabili. Gli investigatori della polizia dovranno ora cercare di dare un volto al suo assassino e di ricostruire gli ultimi movimenti della vittima.

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