Provincia in crisi: la «salvezza» passa dai giudici romani

Oggi riunione con il curatore del fallimento Ifi
Catania, Archivio

CATANIA. «Missione salvezza» a Roma, oggi, per i vertici dell’amministrazione provinciale. Al giudice che ha delega sul fallimento Ifi, infatti, chiederanno di poter pagare in cinque anni il debito-record da 23 milioni di euro con l’ormai decotto Istituto Finanziario Italiano. Sperano in una risposta affermativa dal Tribunale capitolino per evitare che l’ente locale etneo sfori il patto di stabilità e debba, quindi, procedere al blocco definitivo della spesa corrente e delle stabilizzazioni dei precari, oltre al taglio dei «gettoni» del commissario straordinario — già impegnata a rinunciare, autonomamente, al 30 per cento della propria indennità — e dei consiglieri.
Nella stanza del giudice Aldo Ruggiero, la Provincia sarà rappresentata dai dirigenti di Avvocatura, Ragioneria e Segreteria generale ma anche dal presidente del Consiglio provinciale Giovanni Leonardi, «su esplicita richiesta — sottolineano a Palazzo Minoriti — della conferenza dei capigruppo». Precedenti impegni, invece, terranno lontana dalla riunione la commissaria Antonella Liotta. Per stamane il magistrato della Fallimentare ha convocato pure il curatore dell’Ifi, l’avvocato romano Gianluca Fonsi, che non ha voluto anticipare la sua posizione sulla richiesta dell’ente: «Nessuna dichiarazione sul parere che esprimerò. La decisione spetta, poi, al giudice».
L’Istituto Finanziario è il principale creditore dell’amministrazione provinciale, chiamata a pagare un risarcimento milionario per la truffa ordita molti anni fa da due dipendenti infedeli e dopo una lunga controversia giudiziaria, di cui il Consiglio era venuto a conoscenza soltanto nei mesi scorsi. Dal giudice Ruggiero dipende, ora, la sorte del Piano di Stabilità che Antonella Liotta s’è impegnata a consegnare entro la prossima settimana all’esame dell’Aula di Palazzo Minoriti per il voto finale.
La stangata da 23 milioni, ormai inappellabile, ha imposto l’avvio di una procedura di «pre-dissesto» che si concluderà con la presentazione del Piano e l’autorizzazione.

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