Austerità, consumi di Natale come nel 1996

Il direttore di Confesercenti, Salvo Politino: il 95% dei catanesi non spenderà più di 150 euro. Rispetto al 2011: il 69,8 meno 10%; il 10,8 meno 30%
Catania, Archivio

CATANIA. Natale all'insegna dell'austerità. Regali, spesa media di 150 euro. Lo studio di Confesercenti conferma il clima difficile: l'anno scorso 165 euro per acquistare doni. E per il 94% degli intervistati la tredicesima serve a pagare mutui, beni per la casa, bollette. Sarà un Natale all'insegna dell'austerity per i catanesi, che in tasca hanno pochi soldi e quelli che incasseranno dalla tredicesima (chi ce l'ha), li investiranno per pagare rate pregresse non rimandabili. Il settore più massacrato è quello dell'abbigliamento, in picchiata anche l'elettronica, salgono libri e giocattoli. I consumi reali pro capite tornano indietro di 15 anni, il clima di fiducia si attesta ai minimi dal 1996. Il Natale 2012 si annuncia all'insegna della sobrietà per i consumatori, che vedono peggiorare la situazione economica della loro famiglia. Neppure l'arrivo della tredicesima, appesantita dall'aumento delle spese e dagli inasprimenti fiscali, sarà sufficiente a impedire una nuova contrazione dei consumi. «La mensilità aggiuntiva - dice il direttore di Confesercenti, Salvo Politino - se ne andrà tra Imu, mutui e spese rinviate: se si continuerà la politica del drenaggio e della pressione fiscale, si morirà di rigore». L'incertezza sulle prospettive di reddito pesa anche sul Natale che, per due intervistati su tre, sarà difficile. Alla domanda diretta su come vengono destinate le tredicesime, il 16,5% ha risposto a saldare conti in sospeso, il 10,8 a pagare la rata del mutuo, il 54 per cento, a spese per la casa, che si portano via il resto della torta. Regali addio, termometro della crisi che morde. Un quarto delle persone, limiterà quelli destinati agli amici e ancor di più ai parenti. Il 46,8% degli intervistati, compererà solo quelli strettamente necessari e l'11,5 non li farà a nessuno. Tra i regali, salgono i libri (22,7) e i giocattoli (25), un dono destinato ai bambini, che costa nettamente meno. In crollo abbigliamento e calzature (meno 20%), e persino i prodotti tecnologici, settore finora sempre sulla cresta dell'onda: nel 2011 si attestava al 21%, quest'anno arriva appena al 6,8 ed è tenuto in piedi solo dalla telefonia. Tengono gli alimentari, la classica scatola di cioccolatini o il panettone. «Non più di 150 euro - dice ancora Salvo Politino - rispetto al Natale scorso per il 95% degli intervistati. Il 69,8 sostiene che spenderà il 10 in meno. L'anno scorso si attestava sui 165, mentre il 10,8% annuncia che spenderà il 30% in meno. Dove si fanno le spese? Poco importa, basta che si risparmi, rispondono l'11,2% degli interpellati, perché l'affare può nascondersi ovunque, tengono i mercatini (27,2%). «Prima - dice il direttore di Confesercenti - per mantenere il livello di acquisto si dava fondo ai risparmi; oggi non più, la crisi modifica gli stili di vita e i comportamenti».

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