Medici in fuga dagli ospedali

I «camici bianchi» chiamati ad optare fra l’attività ambulatoriale e quella ospedaliera. Il doppio ruolo con la riforma da loro definito oneroso
Catania, Archivio

CATANIA. Entro il 31 dicembre i medici dell'azienda «Vittorio Emanuele», così come quelli di tutti gli altri ospedali dovevano scegliere tra l'attività di intramenia e quella di extramenia, ma in considerazione degli altissimi costi di gestione e della mancanza dei locali, il 10-15 per cento di loro ha optato per l'attività privata.  Questa è una delle prime conseguenze del decreto Balduzzi denunciate dal segretario regionale del sindacato Cimo-Anmdo, il catanese Riccardo Spampinato e dal suo presidente Rosario Cunsolo sull'attività sanitaria catanese durante il convegno che si è svolto all'auditorium del Monastero dei Benedettini alla presenza dello stesso ministro della Salute e dell'assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino.

"Nessuna azienda catanese - dice Riccardo Spampinato - ha individuato spazi ambulatoriali sufficienti per soddisfare la richiesta di tutti quelli che praticano l'intramenia. Molti praticano quella allargata, cioè all'interno dei propri studi professionali anche perché questa legge ci mette fuori mercato. Tutti i costi sono a carico nostro e c'è un ulteriore 5 per cento di prelievo sull'onorario da parte delle Aziende, che dovrebbe essere utilizzato ai fini dell'abbattimento e della prevenzione delle liste d'attesa. Ovviamente il ricavo di questo 5 per cento su tutto il territorio nazionale è pari a 20-30 milioni. Di questi soldi a Catania arriveranno si è no 100 mila euro, troppo pochi per qualsiasi progetto di abbattimento di liste d'attesa. In questo modo la libera professione diventa non competitiva all'interno della struttura sanitaria e regala prestazioni a tutte quelle strutture sanitarie lowcost con poca qualità che nascono come i funghi".  Il decreto prevede, anche, la riduzione dei posti letto delle unità operative del 20%. "Questo comporterà una decurtazione di circa 2 mila posti letto per acuti in tutta la Regione. A Catania le ripercussioni dovrebbero essere molto limitate perché le Aziende hanno già tagliato i posti letto ma non hanno ancora fatto l'accorpamento dei reparti con la stessa mission".  Sulla responsabilità civile e penale dei medici, poi, durante il loro operato il sindacalista è spartano: "Aspettavamo tutele precise - dice - invece, non c'è stato niente e considerato che ci sono Aziende sanitarie senza assicurazione, questo è il guaio peggiore".

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