Beve acqua e accusa malore: venticinquenne in ospedale

La paziente, sottoposta a clisteri, tenuta in osservazione. Indagano i carabinieri
Catania, Archivio

CATANIA. Acqua avvelenata nella bottiglia che una venticinquenne catanese ha sorseggiato, dopo averla acquistata nel negozio di generi alimentari sotto casa. È accaduto martedì scorso. La giovane ha dovuto fare ricorso al Pronto soccorso ed è rimasta in osservazione per un giorno al «Vittorio Emanuele», per avere accusato subito forti bruciori alla gola e allo stomaco. «Dopo avere aperto la confezione d’acqua da un litro ha racontato la madre - mia figlia ha percepito un odore strano: acre, ma ha deciso ugualmente di bere. Dopo qualche secondo ha lamentato i bruciori e dolori».

La confezione, all’apparenza ben sigillata, secondo quanto racconta la ragazza, è stata sequestrata dai carabinieri del comando Compagnia «Piazza Dante». I militari hanno provveduto anche al sequestro dell’intera confezione di acqua di cui faceva parte quella inquisita per sottoporla agli esami del Nas. Prima di poter essere certi che qualcosa non vada i carabinieri invitano alla cautela, perché è anche vero che il giorno prima, la madre della ragazza aveva preso un’altra bottiglietta d’acqua dalla stessa confezione e l’aveva bevuta senza accusare alcun disturbo.

L’ultimo caso di acqua avvelenata a Catania risale a novembre 2011, quando una liceale al secondo annno, fu salvata dai medici dell’ospedale «Garibaldi» dopo aver bevuto dell’acqua da una bottiglietta «compromessa» acquistata all’interno del bar dello Scientifico «Principe Umberto». L’incubo acquabomber in quel caso si rivelò esatto. L’acqua era stata alterata con della candeggina.

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