Provincia, a rischio l’«abbinata» elettorale

L’ipotesi di slittamento del voto in attesa della riforma degli enti da parte della Regione, rimette in discussione le strategie dei partiti
Catania, Archivio

CATANIA. «Un prezzo da pagare, il rinvio delle elezioni provinciali. Serve una buona riforma. Il Consiglio, comunque, aveva già in programma di consegnare entro marzo il piano triennale delle opere pubbliche e il bilancio preventivo». Il presidente dell'Aula di Palazzo Minoriti, Giovanni Leonardi, sembra "rassegnato" allo slittamento del voto per Palazzo Minoriti: un'ipotesi che è stata confermata martedì dallo stesso governatore Rosario Crocetta nel corso della riunione della commissione Affari istituzionali all'Ars, guidata da Marco Forzese. In questo caso, anche i poteri del Consiglio verrebbero affidati a un commissario. Probabilmente alla stessa Antonella Liotta, subentrata a Giuseppe Castiglione e alla sua Giunta dopo le dimissioni del coordinatore regionale del Pdl, ora candidato alla Camera. In primavera, quindi, potrebbe saltare a Catania "l'abbinata elettorale", complicando i disegni di chi - ad esempio, in Pd e Udc - progettava accordi su candidato sindaco e aspirante presidente. Salvo Patanè, esponente del Pd e presidente della commissione Legalità, afferma: «Il commissariamento non mi fa specie, ma dovrebbe essere un'eccezione perchè rappresenta una sospensione di democrazia. Sta, purtroppo, diventando una regola. Temo, poi, che questa soluzione introdotta per qualche mese possa restare per anni». Decisamente contrario il capogruppo del Pdl. Gianluca Cannavò tuona: «Non votare sarebbe un male, una mancanza di democrazia». Giovanni Leonardi, che recentemente ha lasciato Mpa per l'Udc, dissente: «Rinviare le elezioni può fare discutere, ma adesso occorre intervenire per dare corpo alle tre Città Metropolitane e ripensare a competenze e confini delle altre Province. La Regione ha le competenze, l'autonomia, per farlo. Credo che gli enti riformati debbano avere più poteri e risorse, in fondo le Province nello stato attuale si occupano solo di viabilità e scuole superiori». Sul rischio di naufragio di un'intesa nel centrosinistra, invece, Leonardi commenta: «Meglio puntare su candidati che possano rappresentare la migliore espressione per il territorio. Non credo che Pd e Udc stiano pensando a uno scambio». Il capogruppo di Mpa, Mimmo Galvagno, non la pensa allo stesso modo: «I piani del centrosinistra vanno in fumo. Noi, invece, contiamo di ripartire presentandoci alle comunali e alle provinciali dopo avere conquistato in febbraio 5 senatori e 4 deputati nazionali». Galvagno, quindi, sollecita il commissario: «Abbiamo chiesto che venga portato subito in Aula il Piano territoriale (una sorta di Prg provinciale) per qualificare questa consiliatura ormai a scadenza. Nessuna sorpresa, invece, nel commissariamento degli enti. E' fisiologico che un presidente della Regione si circondi di gente di propria fiducia. Crocetta non è diverso dai suoi predecessori». Giuseppe Mistretta, infine, dichiara per La Destra: «Nessun problema a non votare in primavera, però chiediamo alla Regione un maggiore decentramento di poteri e mezzi economici. Non accettiamo, invece, il declassamento delle Province a enti di secondo livello. Il presidente va scelto dai cittadini, non dai Consigli comunali».

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