La Corte dei Conti: i crediti del passato non più riscuotibili

Svanita l’eredità di cassa lasciata dalla giunta di centrosinistra
Catania, Archivio

CATANIA. Scontro sul presente - "La Corte dei Conti ha smascherato l'inganno, il Comune vanta crediti che non può riscuotere", ha esclamato ieri mattina il capogruppo Pd Saro D'Agata - ma soprattutto sul passato. Ovvero, sull'eredità di cassa lasciata dall'amministrazione di Enzo Bianco, il senatore che ora punta al ritorno nella sua vecchia stanza di Palazzo degli Elefanti.
Raffaele Stancanelli ha sempre sottolineato di essere stato costretto a bonificare l'ente dai debiti "che risalgono a vent'anni fa" (Bianco è stato primo cittadino tra l'88 e l'89, quindi dal '93 al 2000, ndr). "E' tutto falso: siamo pronti a sfidare pubblicamente chi millanta queste cose", ha affermato D'Agata nel corso di una conferenza stampa con i colleghi consiglieri del Partito Democratico, presente lo stesso senatore insieme con il deputato Giovanni Burtone. Proprio Bianco, peraltro, ha definito l'ente locale "in pieno dissesto". Quindi, ha ritagliato a misura di centrodestra la stagione del disastro municipale: "I catanesi pagano la tassa sulla casa al massimo a causa di dodici anni di cattiva amministrazione (il riferimento è alle gestioni di Umberto Scapagnini e Stancanelli, ndr)". Un altro parlamentare-aspirante sindaco del Pd, Giuseppe Berretta, ha diffuso una nota ricordando come "la Corte dei Conti abbia evidenziato la presenza di diverse e rilevanti anomalie gestionali". Berretta, inoltre, ha citato il caso della Simei, "ex gestore degli impianti di pubblica illuminazione del territorio comunale che ha pignorato 12 milioni di euro sui conti correnti del Comune".
In serata, la replica del vicesindaco Roberto Bonaccorsi che è anche l'assessore alle Finanze: "Il piano di riequilibrio ha come obiettivo la risoluzione di situazioni non imputabili alla gestione di questa amministrazione. Fanno riferimento alla revisione straordinaria dei residui ante 2006, alla ricognizione di ulteriori debiti fuori bilancio per spese anch'esse effettuate durante le pregresse amministrazioni, nonché al drammatico taglio dei trasferimenti nazionali per 139 milioni di euro e delle misure prese nell'ultimo anno di legislatura, votate anche dal senatore Bianco e dall'onorevole Burtone". Roberto Bonaccorsi assicura "disponibilità ad accogliere qualunque proposta che non sia mera propaganda politica", ma precisa: "Nessuno ha buttato un centesimo dal balcone, piuttosto si sono dovuti chiedere ai nostri concittadini ulteriori sacrifici per recuperare le risorse che si sono sprecate negli anni passati. Su questo punto il sindaco Stancanelli ha più volte chiarito quello che è accaduto a Catania negli ultimi venti anni". "E' pur vero - conclude - che l'iniziativa intrapresa comporterà ulteriori oneri per cittadini poiché la legge ha obbligato gli enti locali a prevedere aliquote e tariffe nella misura massima consentita ma è altrettanto vero che l'ipotesi funesta di un dissesto avrebbe comportato sacrifici sicuramente maggiori di quelli previsti per l'adesione al fondo di rotazione". 

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