"Pizzo a un bar", fermate sei persone

L'indagine ha preso avvio dalle dichiarazioni dell'ex boss, adesso collaboratore di giustizia, Santo La Causa, su un'estorsione compiuta al proprietario di un bar
Catania, Archivio

CATANIA. Sei persone, ritenute vicine al clan Santapaola-Ercolano, sono state fermate dai carabinieri del comando provinciale di Catania per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Il provvedimento restrittivo è stato emesso dalla Procura della Repubblica. L'indagine dei carabinieri ha preso avvio dalle dichiarazioni dell'ex boss, adesso collaboratore di giustizia, Santo La Causa su un'estorsione compiuta al proprietario di un bar del popoloso rione Librino.

I fermati sono Angelo Mirabile, di 47 anni, ritenuto il responsabile del clan nel rione Villaggio Sant'Agata, Salvatore Aiasecca, di 54 anni, Davide Salvatore Licciardello, di 36, Salvatore Gerardo Marro, di 50, Orazio Papale, di 46, e Davide Seminara, di 35.

Le indagini erano state avviate sulle dichiarazioni rese alla Dda della Procura etnea dal boss "pentito" Santo La Causa, che ha rivelato ai magistrati, tra l'altro, le dinamiche di un'estorsione al titolare di un bar del popoloso rione di Librino che era vittima del racket dal 2004.

All'insaputa dell'esercente, carabinieri del comando provinciale di Catania hanno attivato un servizio di sorveglianza davanti il locale: quando l'esattore, Enrico Davide Finocchiaro, di 27 anni, ha incassato il 'pizzo' mensile di 200 euro è stato bloccato e arrestato da militari dell'Arma. Dopo l'operazione, la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania ha emesso il provvedimento di fermo per gli altri sei indagati, per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

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