Procura, più magistrati e meno personale

Giovanni Salvi fa il punto della situazione dopo il secondo semestre di gestione dell’ufficio. Un altro neo rappresentato dai locali
Catania, Archivio

CATANIA. La Procura distrettuale non è stata colpita dalla spending review della Giustizia. È l’unica in Sicilia ad avere aumentato l’organico dei magistrati, anche se di una unità. «Questo perché - dice il procuratore capo Giovanni Salvi - abbiamo ottimizzato la gestione. Ciò vuol dire che è stato riconosciuto quello che la nostra organizzazione ha dato i suoi frutti ed è stata premiata». Quello che rappresenta un cruccio per l’alto magistrato è l’organico del personale, ridotto a numeri inaccettabili. «Purtroppo ogni anno si assottiglia sempre di più - aggiunge - e l’età media dei pendenti supera abbondantemente i cinquantaquattro anni».
È una situazione logistica e delle risorse umane e materiali insostenibile, che grazie ad una riorganizzazione ha consentito di registrare tendenze positive nel disbrigo degli «affati». Nel secondo semestre 2012, il rapporto in passato negativo, tra nuove iscrizione e procedimenti pendenti definiti si è stabilmente invertito. «Al primo gennaio 2012 pendevano 23.619 procedienti - dice Giovanni Salvi - che al 31 dicembre è diventato di 21.514, nonostante una sopravvenienza di 20.039 iscrizioni (quelle del 2011 erano state 19.905), dei procedimenti noti. I procedimenti contro ignoti erano 9.371; dopo dopici mesi 8.730, con una sopravvenienza di 16.802 iscrizioni (quelle del 2001 erano state di 13,954), per cui nel primo caso si è registrato un meno 9% e nel secondo caso del 9,7. Negativo, ancora, il dato relativo alle competenze del Giudice di pace, con un saldo di 4.184 rispetto a 3.814 all’inizio del periodo e ciò nonostante la considerevole diminuzione delle nuove iscrizioni 2.971 rispetto alle 3.201, solo parzialmente compensato da circa 300 procedimenti definiti, ma non ancora registrati. Qui stiamo studiando come intervenire. In fin dei conti abbiamo migliorato la produttività del 49,5%».
Il procuratore capo poi focalizza due aspetti. Intercettazioni e sevizi. «Sul fronte delle intercettazioni - dice Giovanni Salvi - abbiamo abbattuto i costi di un milione l’anno (30%). Certo, il pregresso da saldare è enorme, ma siamo sulla buona strada, grazie alla rinegoziazione della convenzione. Per quanto riguarda i servizi, entro l’anno contiamo di allestire uno Sportello unico per il rilascio dei certificati, parzialmente attivo con la posta telematica con gli studi legali, con un grande risparmio di tempo e di risorse per i cittadini».
Infine una battuta sul miglioramento delle condizioni di detenzione. «In carcere - conclude il procuratore capo - ci deve stare chi è chiamato a scontare una pena. Prima entrava in carcere il 70% degli indagati, contro il 30 di chi doveva scontarla. Con la strategia delle ”direttissime” legata alla riorganizzazione delle strutture, adesso tali percentuali sono state ribaltate. Anche se non di specifica competenza dell’ufficio che guido, ci si è interessati al miglioramento delle condizioni di detenzione con la ristrutturazione dei padiglioni della Casa circondariale di ”Piazza Lanza” (continua però a mancare il riscaldamento, ndr), e la popolazione carceraria oscilla intorno alle 400 unità, contro le 700 di qualche tempo fa. Entro l’anno sarà operativa al ”Cannizzaro” una sezione autonoma per detenuti, che non saranno quindi più in corsia e si capisce bene quali siano gli enormi benefici in termini di risparmio di costi, di energie di personale e di sicurezza».

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