Catania, i consiglieri si assentano Raciti: ora fornirò i dati sulle presenze

Catania, Archivio

CATANIA. Carmelo Nicotra, capogruppo di Articolo 4, ammette: «Il dato è preoccupante, anche se noi ci siamo sempre stati». Nino Vullo, «vice» del Pd, minimizza: «Solo un incidente di percorso». Alessandro Porto, per "Bianco con Catania", diagnostica: «Problemi di organizzazione personale dei singoli colleghi». Commenti a parte, però, in Consiglio comunale continuano a farsi notare...gli assenti. E la maggioranza di centrosinistra, per ultimo nella seduta di giovedì, scopre ancora una volta la propria «non autosufficienza». Il rappresentante di "Area CentroDestra" Manlio Messina sottolinea impietoso: «Nel voto finale sulla Tares, i presenti eravamo ventisette. La maggioranza, appena diciotto. Siamo stati noi di opposizione, quindi, a garantire ancora una volta il numero legale per senso di responsabilità, pur votando alla fine contro la delibera sulla tassa rifiuti. Insomma, non riescono da soli ad approvare una delibera!». Lo spettacolo ripetuto di tanti vuoti nelle quarantacinque poltrone dell'Aula di Palazzo degli Elefanti non è piaciuto alla presidente Francesca Raciti, che annuncia: «Chiederò a tutti i capigruppo, soprattutto a quelli di maggioranza, di sensibilizzare tutti perché assicurino la propria partecipazione ai lavori». A differenza della precedente consiliatura, peraltro, qualcosa si muove verso la diffusione dei dati di "produttività" - firme di presenze e numero di votazioni - dei singoli componenti dell'assemblea: "Agli uffici ho già detto di elaborare questi dati, perché vengano resi pubblici", afferma la presidente. Alessandro Porto vorrebbe modificare il regolamento consiliare perché nessuno possa sfuggire a quella "certificazione" di attività: "Sto esaminando la questione con il segretario generale", esclama il leader del gruppo di maggioranza relativa. Per lui e per la presidente Raciti, comunque, una (magra) soddisfazione notare come giovedì, malgrado il voto notturno, fossero numerosi gli assenti. Insomma, il problema non è quello degli orari di seduta come sostenuto da quanti avevano criticato le convocazioni pomeridiane, men che meno quelle mattutine: "Questa decisione resta valida - commenta Francesca Raciti - e nasce non solo dalla necessità di risparmiare sugli straordinari, ma anche di evitare il lavoro sino a notte fonda ai dipendenti comunali che il giorno dopo devono essere regolarmente in ufficio. Esiste pure una terza motivazione, cioè quella di impedire al Consiglio di votare in orari in cui la stanchezza può provocare errori di valutazione, com'è avvenuto in passato".   Passata la Tares, adesso l'Aula si prepara a esaminare il bilancio. Sembra paradossale, però si tratta del Preventivo 2013 che sarà approvato solo a fine anno: "La Giunta mi ha trasmesso l'atto, bisogna attendere il parere dei revisori dei conti per l'esame in commissione - afferma la presidente del Consiglio comunale - Ovviamente, mi auguro che per il 2014 il bilancio di previsione possa essere discusso nei primi mesi dell'anno". 

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