Intimidazione ai danni di un imprenditore, il sindaco di Paternò: "Rabbia e indignazione"

Catania, Archivio

PATERNO'. Non si sono fatte attendere le reazioni delle istituzioni e della società civile dopo la notizia che l'imprenditore agricolo Emanuele Feltri sia stato oggetto domenica pomeriggio di un altro atto intimidatori dopo quelli dello scorso anno: ignoti domenica scorso hanno appiccato il fuoco distruggendo in toto diverse decine di alberi di ulivi secolari rientranti nella proprietà di Emanuele Feltri, ubicata in contrada Sciddicuni in prossimità dell'oasi del fiume Simeto: «A nome mio e di tutta la giunta vorrei esprimere rabbia e profonda indignazione per quanto accaduto ad Emanuele- ha affermato il sindaco di Paterno Mauro Mangano- un giovane che con tanto coraggio e determinazione continua a portare avanti la sua battaglia in difesa dell'Oasi del Simeto e che più di una volta è stato vittima di atti intimidatori vigliacchi e deprecabili. Ho telefonato ad Emanuele-prosegue Mangano- appena possibile mi recherò da lui per portare di persona la solidarietà dell'intera comunità paternese, perché la sua è una lotta per la legalità che riguarda tutti noi. Nei prossimi giorni- conclude Mangano- è in programma una riunione con le forze dell' ordine nel corso della quale la questione della sicurezza nelle campagne e nei territori vicini al fiume avrà priorità massima». Sul fatto anche il presidente del consiglio Laura Bottino è intervenuta esprimendo solidarietà all'imprenditore agricolo: «Non è per fare retorica ma questi atti lasciano davvero senza parole, soltanto restando uniti e lottando in modo sinergico potremmo debellare ogni forma di illegalità». Nel pomeriggio di domenica oltre 500 ettari di campagne comprese tra contrada Sciddicuni e Poira si sono incenerite per un rogo che,secondo Feltri, avrebbe le caratteristiche di un incendio doloso,appiccato da pastori che puntano a rinnovare il pascolo; un incendio che poi diventa incontrollabile. Ricordiamo che ad Emanuele Feltri un anno addietro ignoti gli uccisero decine di pecore a scopo intimidatorio. »Sono andati in cenere più di cinquecento ettari di terra-ha affermato Emanuele Feltri- Ho perso il mio raccolto di olive e la produzione d'olio di quest'anno e degli anni a venire. Nonostante bruciassero anche i terreni dei vicini, gli unici che fossero lassù a tentare di domare le fiamme eravamo io con due miei collaboratori e una squadra di vigili del fuoco di Paternò, gli altri agricoltori non si sono preoccupati di venire, perche hanno paura». Feltri ha sporto denuncia presso il comando stazione dei carabinieri contro ignoti: «Abbiamo presentato la denuncia; fino alla notte scorsa abbiamo lavorato per domare gli ultimi focolai. Abbia mo avuto modo di trovare e di fotografare le tracce di pneumatici di fuori strada lasciati sul luogo dell' incendio».

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