Catania, "in cerca di soluzioni per i 186 precari Puc"

L’esponente di Articolo 4: «La Regione rinvii di due anni lo stop ai contributi per il pagamento delle buste-paga di questi 186 lavoratori, di cui la macchina amministrativa cittadina non può più fare a meno»
Catania, Archivio

CATANIA. «Sia chiaro, in Consiglio abbiamo all’ordine del giorno solo una presa d’atto della richiesta di anticipo dei fondi regionali per la copertura degli stipendi dei Puc. Non è la delibera per la stabilizzazione dei 186 precari in servizio al Comune. Questo problema, però, va risolto. E lo stiamo già affrontando». Nuccio Lombardo, l’esponente di «Articolo 4» che guida la commissione Personale, assicura la sua partecipazione alla seduta convocata per oggi pomeriggio dalla presidente dell’Aula di Palazzo degli Elefanti, Francesca Raciti. La speranza è che, pure stavolta, non si debba rinviare la seduta per mancanza di numero legale. Giovedì scorso, ad esempio, alla prima votazione avevano risposto appena in dodici (su quarantacinque). È ottimista, Lombardo: «Questo atto si vota, ne sono certo», esclama dall’alto delle sue quattro consiliature di esperienza. Non nasconde, però, che tante assenze siano manifestazione di un malessere: «I mal di pancia nella maggioranza non mancano. È anche un problema di rimpasto, ma non so cosa il sindaco Enzo Bianco voglia fare. E ufficialmente non se n’è mai parlato». Preferisce parlare di precari, il presidente della commissione Personale: «La Regione ha già ridotto dall’80 al 74 per cento la quota di partecipazione al pagamento degli stipendi dei Puc. Nel nostro bilancio, comunque, la copertura c’è per questo maggiore onere. La vera questione è costituita dal fatto che, per questa voce, nel 2017 non avremo più fondi dalla Regione. Ma sia chiaro che nella nostra macchina burocratica i 186 precari sono presenti da vent’anni e, soprattutto, che sono necessari. Da Attività produttive a Urbanistica e Ragioneria, non se ne può fare a meno». Nuccio Lombardo spiega: «Siamo in piena sintonia con l’amministrazione, abbiamo ascoltato in commissione l’assessore al Personale Marco Consoli e anche lui è d’accordo che i Puc sono un patrimonio umano, professionale, da salvaguardare. Siamo intanto d’accordo nel sollecitare la deputazione all’Ars affinchè la Regione conceda due anni di tempo in più. Dal 2017 al 2019. Ciò consentirà di poter sfruttare un maggior numero di pensionamenti. Chissà, poi, se il governo nazionale non vari qualche misura per il prepensionamento del personale pubblico. Uno svecchiamento, d’altronde, serve». I buchi in organico, presenti e futuri, potranno essere coperti con l’assunzione dei precari. Sui numeri, comunque, il consigliere di maggioranza vuol fare chiarezza: «Anche se il Comune di Catania è in pieno di rientro, i concorsi si possono fare. E si faranno. Ad esempio, per aumentare il numero di vigili urbani. Nelle attuali condizioni, però, potranno entrare in 115 e non è detto che saranno necessariamente i nostri 186. La legge, infatti, prevede che nei bandi sia riservata una quota del 50 per cento ai precari in servizio nell’intero territorio provinciale. Speriamo possino passare i nostri, ma non possiamo certo fare la guerra dei poveri!».

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