«Giallo» a Nicolosi sulla morte di un anziano

NICOLOSI. Sarà l’autopsia eseguita dal medico legale Orazio Cascio, a fare chiarezza sulla tragica morte di Antonino Lanza, 82 anni, residente a Gravina Di Catania, morto carbonizzato, nel tardo pomeriggio di lunedì, all’interno di una Ford Ka di colore azzurro.
Una morte tragica su cui sono chiamati a fare chiarezza i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Paternò, coadiuvati dai colleghi del comando stazione di Nicolosi, che stanno indagando per capire gli ultimi istanti di vita dell’uomo.

Tuttavia l’ipotesi investigativa più accredita rimane quella di un suicido, anche se le indagini sono svolte a 360 gradi, finalizzate ad individuare eventuali responsabilità di terzi soggetti. I carabinieri sono chiamati a fare chiarezza su alcuni aspetti: innanzitutto sul fatto che il corpo dell’uomo al momento del ritrovamento si trovava sul sedile posteriore; in secondo luogo l’auto su cui viaggiava Lanza non sarebbe di proprietà dell’uomo, ma apparterebbe ad una donna: si cerca di scopre il legame tra Lanza e la titolare della Ford Ka.

Ed ancora alcuni testimoni avrebbero riferito che l’uomo alla guida della macchina, avrebbe più di una volta transitato con l’auto nella zona della pineta Monti Rossi, come se attendesse qualcuno. Ma sono solo interrogativi ai quali devono dare una risposta i carabinieri.

In queste ore i militari di Piazza della Regione stanno ascoltando i familiari dell’uomo per capirne la personalità, per appurare se Lanza soffrisse di depressione; carabinieri che stanno cercando di verificare la probabilità che l’uomo abbia lasciato, nell’ipotesi di suicidio, una lettera indirizzata ai congiunti, in cui spieghi le ragiono di quel gesto disperato. Ricostruendo i fatti poco prima delle 17.30 di lunedì è stata segnalata ai margini della strada provinciale 92 all’altezza della Pineta di Monti Rossi, la Ford Ka ancora avvolta dalle fiamme.

I primi ad intervenire uomini del corpo forestale di Nicolosi; sul posto anche due squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale etneo. Arrivati sul posto per le indagini del caso anche i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Paternò. Dai primi accertamenti pare che il rogo sia partito dall’interno dell’abitacolo. Il medico legale Orazio Cascio, da una prima ispezione, avrebbe appurato che il corpo non presenterebbe dei fori da arma da fuoco.

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