Catania, test professioni sanitarie: ricorso pendente

Catania, Archivio

CATANIA. Azione legale intrapresa da Udu e Cgil sui test di ammissione ai corsi di professioni sanitarie, che si sono svolti agli inizi di questo mese in diversi poli didattici cittadini. In poco meno di tremila si sono presentati per sostenere la prova; circa trecento i posti in palio.
L'Unione degli universitari e la Camera del lavoro hanno ricevuto molte dettagliate segnalazioni riguardo alcune palesi irregolarità registrate durante lo svolgimento della prova e indentono andare sino in fondo. A quanto pare, quella più ricorrente, secondo insistenti voci, sarebbe legata alla mancaza di privacy, tanto da potere collegare i testi a colui o colei che li ha sostenuti.
In conseguenza di ciò l'Udu ha deciso di avviare un'azione legale con il patrocinio dello studio romano Michele Bonetti Avvocato & Partners, in modo da potere garantire anche nell'Ateneo catanese il rispetto del diritto allo studio della persona. Per aderire al ricorso gli interessati devono inviare inviare una e-mail all’indirizzo info: uduct@gmail.com entro e non oltre il 20 ottobre prossimo. Intanto prima di questa scadenza (ai primi del prossimo mese), è prevista una conferenza stampa con la partecipazione dei ricorrenti da parte dei legali dello studio patrocinante. A seconda del loro numero sarà scelta la sala dove tenere l’incontro. Non è immaginabile poterla allestire prima, in quanto l’Ateneo catanese è in piena fase di campagna elettorale per il rinnovo delle cariche.
«Il diritto allo studio, in quanto diritto primario della persona, può essere compresso solo nel contemperamento degli interessi e al cospetto di una procedura del tutto regolare» dice in una nota Giuseppe Campisi dell’Udu. «Udu e Cgil — in una nota — ribadiscono ancora una volta come sia importante per una democrazia degna di tale nome, annullare il sistema dell’accesso programmato e ottenere l’accesso libero alle università», e aggiungono: «Per fare ciò partiamo dalle irregolarità che si sono verificate durante lo svolgimento dei test qui a Catania, per dimostrare l’iniquità del sistema e chiedere la sua abolizione».
Tali tesi caratterizza oramai da numerosi anni la nostra azione amministrativa e dopo la storica sentenza del TAR Lazio, ad oggi è condivisa ed accolta dai Tar nazionali ed in ultimo anche dal Consiglio di Stato.

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