Giarre, dopo oltre 10 anni riapre al culto la chiesa del miracoloso quadro dell'Addolorata - Foto

GIARRE. Con la solenne cerimonia della traslazione del quadro prodigioso della Madonna Addolorata, da parte del parroco, don Mario Fresta, del viceparroco, don Antonio Raj, dei diaconi don Gabriele Patanè e Lorenzo Schillaci e delle autorità attorniate da tutta la comunità, domenica sera è stato varato il programma della riapertura al culto, dopo dodici anni di chiusura forzata, della Chiesetta liberty della Madonna Addolorata di Macchia di Giarre. L’apertura della chiesa è stata preceduta da un lungo e solenne corteo snodatosi con partenza dalla chiesa madre per le vie principali della città e con una spettacolare coreografia di fuochi pirotecnici musicali di Davide Culoso e Pietro Fichera. Da oggi(lunedì 12)proseguiranno le celebrate con solenni cerimonie. Alle ore 18 sarà presente il Vescovo della diocesi di Acireale, mons. Antonino Raspanti, per la seconda importantissima cerimonia della"Dedicazione" del piccolo tempio di via Risorgimento, a "Maria SS. Addolorata ", durante la Santa Messa pontificale presieduta dallo stesso Vescovo e con i canti eseguiti dalla Corale polifonica parrocchiale “Notre Dame de Lourdes”, diretta dal Maestro Alfio Pennisi.

I festeggiamenti proseguiranno fino a sabato 17, con momenti di forte spiritualità. Una riapertura, questa della chiesetta dell'Addolorata, fortemente voluta, dopo dodici anni di chiusura forzata, dal popolo dei fedeli di Macchia, il quartiere più popoloso della città di Giarre. Un momento di giubilo non solo per Macchia, ma per tutta la comunità cattolica di Giarre, in quanto si tratta di un luogo di culto in cui è avvenuto un prodigio l’11 novembre del 1917. Non c'è stato alcun intervento pubblico per la ristrutturazione la messa in sicurezza e il restauro dell’importante tempio, costati complessivamente circa centomila euro. Il lavoro è stato finanziato per il 50 per cento dall'8 x mille alla Chiesa cattolica e per la parte restante dal contributo volontario e generoso dei parrocchiani. Una volta raggiunta somma necessaria è stata effettuata una gara d'appalto che è stata aggiudicata ad una ditta di Macchia.

I lavori giunti dopo dodici anni di chiusura forzata della piccola, importantissima chiesa in stile Liberty, dichiarata inagibile dalla Protezione civile a seguito del terremoto del 2 dicembre 2002, è stata nuovamente arredata in quanto gran parte degli arredi e le parti lignee della volta “a botte” erano marci e lesionati. Una generosa gara contro il tempo quella della ditta che ha completato l’opera nel tempo record di sei mesi. Oltre al tetto completamente rifatto e al restauro della volta a botte lesionata, sono stati ridipinti tutti gli interni e rinnovata la foglia d'oro degli stucchi liberty. Discorso a parte merita “la stampa del prodigio” della sudorazione, che tornerà nella sua posizione originaria nell’altare centrale, ma in situazione di sicurezza perché era attaccato alla parete, senza alcuna protezione, Adesso resterà sempre nell’altare centrale però custodito all’interno di una struttura di sicurezza costituita da una teca metallica con vetro Infrangibile. All’interno sono stati installati altri abbellimenti e quattro nuove grandi tele, opere del Maestro Giuseppe Giuffrida, pittore. Il prodigio. Secondo la tradizione, l'11 novembre del 1917, nel pieno della prima guerra mondiale., un quadro della Vergine SS Addolorata, conservato nella casa di Vita Parisi di Macchia di Giarre, soprannominata “a Munachedda” sudorò prodigiosamente. Furono in molti a testimoniare questo straordinario prodigio. Il luogo di culto divenne meta di pellegrinaggio e luogo di altissima spiritualità. Si cominciò a parlare della costruzione di una chiesetta proprio nel luogo del prodigio. Cinque anni dopo, l’arciprete parroco di Giarre, Don Tommaso Leonardi, pose la prima pietra nel terreno adiacente la casa del prodigio, sempre di proprietà di Vita Parisi. La chiesa venne completata e aperta al culto nel 1926. Il quadro della Madonna venne posto sull’altare alla venerazione dei fedeli. A seguito della serie di terremoti susseguitisi tra ottobre e dicembre del 2002, culminati nella fortissima scossa del 2 dicembre di quell’anno che provocò seri danni alla frazione, anche la storica chiesetta di via Risorgimenti a Macchia, venne pesantemente danneggiata, dichiarata inagibile e chiusa al culto per motivi di sicurezza. In più occasioni, i cittadini di Macchia, hanno anche promosso delle petizioni nelle quali si ribadiva la necessità di eseguire con un urgenza un intervento di restauro strutturale della chiesa. Inserita con “priorità 1” nel Piano triennale degli interventi finanziati dalla Protezione civile regionale, su disposizione del presidente della Regione (n.4 del 28-12-2007), è rimasta chiusa al culto per ben dodici anni, senza alcun intervento pubblico. Servizio di Mario Pafumi

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