UILTEC

Catania, in agitazione il personale delle Acque Carcari del Fasano

La decisione è arrivata "dopo anni di inutili tentativi di dialogo in cui abbiamo rivendicato il rispetto delle più elementari norme contrattuali di igiene e sicurezza a tutela dei lavoratori dice il segretario generale della UilTec di Catania Giovanni Santagati

CATANIA. La UilTec ha indetto lo stato d'agitazione del personale dipendente dell'azienda Acque Carcaci del Fasano. A renderlo noto è il segretario generale della UilTec di Catania Giovanni Santagati, aggiungendo che la decisione è arrivata "dopo anni di inutili tentativi di dialogo in cui abbiamo rivendicato il rispetto delle più elementari norme contrattuali di igiene e sicurezza a tutela dei lavoratori". "Successivamente, in mancanza di risposte - ha aggiunto il sindacalista - si passerà a più incisive azioni di sciopero. Abbiamo, intanto, chiesto l'avvio della prevista procedura di raffreddamento in Prefettura con la convocazione dell'azienda".

"La Acque Carcaci del Fasano - continua Santagati - ha goduto e gode tutt'oggi del privilegio di lavorare in regime di pubblica concessione,ma è insensibile a ogni dovere verso l'utenza e i lavoratori. Tra le decine di società del settore presenti nella nostra provincia la Acque Carcaci del Fasano è l'unica che si rifiuta di rispettare il contratto nazionale di lavoro istituendo un turno di reperibilità per garantire ai cittadini continuità di servizio e sicurezza". "Inoltre, è l'unica - aggiunge - a non permettere il riposo fisiologico ai propri dipendenti dopo il lavoro domenicale e non remunera le giuste spettanze contrattuali. E ancora: non permette che i suoi operai possano comprovare le ore lavorate perché non esiste né timbratura elettronica, né libro presenza".

"A lungo - conclude il sindacalista - abbiamo denunciato gravissimi problemi di sicurezza negli impianti che mettono a serio rischio sia l'incolumità dei lavoratori sia quella degli utenti. Non abbiamo avuto alcun riscontro, mentre per mesi siamo stati costretti a lottare perché venisse rinnovata la dotazione di indumenti antinfortunistica. A Piano Conte poi non esistono neanche servizi igienici per i lavoratori".

 

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