SINDACATI

Teatro Stabile di Catania, Cgil e Uil: ecco i documenti sui debiti

CATANIA. Cgil e Uil provinciali hanno consegnato al prefetto di Catania ed ai rappresentanti dei due enti istituzionali soci del teatro: il sindaco Enzo Bianco e l'assessorato regionale allo Spettacolo, rappresentato da un dirigente, i documenti pubblici del Teatro Stabile che «comprovano l'esistenza di ben 3,9 milioni di debito al 2014; soldi che si sommano a 1,4 milioni dichiarati oggi e maturati nel 2015 con interessi passivi legati a mancati pagamenti di tasse, per un totale di circa 7 milioni di euro». Lo affermano in una nota congiunta Cgil e Uil di Catania.

«La Regione ha sempre sostenuto di non conoscere l'esatto ammontare delle cifre di debito - aggiungono i sindacati - e questo nei mesi scorsi ha causato la mancata adesione al fondo di rotazione che avrebbe permesso al teatro e ai suoi dipendenti di ossigenare le casse ed evitare disagi e i gravi ritardi negli stipendi. »Adesso non sarà più possibile dire che non ci sono gli strumenti per conoscere la verità sullo Stabile - affermano i rappresentanti di Cgil, Uil, Slc Cgil e Uilcom Uil, presenti all'incontrp, e cioè i segretari generali Giacomo Rota e Fortunato Parisi, Davide Foti e Giovanni Nicotra, insieme ad Antonio Giardinieri - il sindacato vuole verità e trasparenza sui conti e non vuole fare sconti a nessuno. Chi pensa che ci siano stati problemi o irregolarità nelle gestioni precedenti non ha che da dirlo alle autorità preposte. Noi oggi abbiamo fornito un grande contributo per una trasparenza reale. Nei documenti abbiamo trovato la fotografia della situazione debitoria sino a tutto il 2014".

"Crediamo che adesso sia necessario sbloccare il Durc partendo con la prima rateizzazione di 5 mila euro - concludono i sindacalisti - per poi entrare nel merito del fondo di rotazione a disposizione dei teatri che garantisce i loro debiti potendo contare su ben 15 milioni di capienza. Si accederà ai 400 mila euro ministeriali e ai 307 mila euro giacenti alla Regione. Di certo temiamo molto i tempi lunghi: se tutto andrà per il verso giusto passeranno comunque settimane prima che i lavoratori possano essere pagati".

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