SQUADRA MOBILE

Costringevano giovani rumene a prostituirsi, 5 arresti a Catania

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CATANIA. Hanno sfruttato giovani rumene e le hanno costrette a prostituirsi in strada a Catania. Il gip del tribunale etneo ha disposto la misura della custodia cautelare per tre rumeni già detenuti: Gheorghe Eduard Ciobanu, di 23 anni, Marius Negoita, di 34 anni, Marcel Dumitru, di 24 anni. Mentre per due siciliani sono stati disposti agli arresti domiciliari:Salvatore D’Anna, di 45 anni, Angelo La Spina, di 65 anni. Sono tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, di sfruttamento della prostituzione di giovani donne rumene tra le quali una anche minorenne, di favoreggiamento della prostituzione e di favoreggiamento personale.

Le indagini sono partite dalle dichiarazioni di una ragazza rumena che ha raccontato la sua storia agli agenti della squadra mobile di Catania. La giovane aveva lasciato il proprio paese d’origine insieme ad un connazionale, che una volta arrivate in Italia, le aveva sottratto la carta di identità, costringendola a prostituirsi. La donna l’ha persino minacciata di rapirle il figlio minorenne rimasto in Romania.

Così la vittima è andata a prostituirsi sotto il costante controllo dello sfruttatore. Ma dopo qualche settimana, la ragazza aveva deciso di darsi alla fuga, con l’aiuto di un cliente che l’ha aiutata a scappare ed l’ha accompagnata dalla polizia per presentare denuncia.

Gli inquirenti hanno individuato il capo dell’organizzazione, Gheorghe Eduard Ciobanu detto il “Capo Grande”, che aveva alle sue dipendenze altri connazionali, Marius Negoita e Marcel Dumitru, che riscuotevano il denaro delle donne che facevano prostituire.  I due italiani D’Anna e La Spina avrebbero favorito sia la prostituzione delle giovani donne, sia i loro sfruttatori.

Una sesta persona , anch’egli destinatario della misura cautelare della custodia in carcere, è irreperibile ed è ricercato. E’ stato, infine, arrestato un rumeno latitante, estraneo all’indagine: Gabriel Condras, che deve espiare la pena di anni tre e mesi due di reclusione per il reato di partecipazione ad un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di tabacchi.

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