IL CASO

Cara Mineo, i sindaci: "Clima di insicurezza ma è una realtà accettata"

CALTAGIRONE. I sindaci dei Comuni di Mineo e di Caltagirone, «pur sottolineando una diffusa percezione di insicurezza tra i cittadini dovuta anche alla presenza del Cara e di numerosi Centri Sprar», osservano che «la presenza dei migranti sia comunque una realtà accettata dalla popolazione senza particolari tensioni». E’ quanto emerso da una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduta dal prefetto di Catania, Silvana Riccio, che si è tenuta nella Procura di Caltagirone.

Il Comitato, rende noto la Prefettura, ha deciso di "implementare le misure di vigilanza all’interno del Cara, con particolare riguardo alla tutela delle donne», avviando un’azione di sensibilizzazione nei confronti «dell’Azienda sanitaria provinciale per realizzare il servizio 'Codice rosà nell’ospedale di Caltagirone». E’ stata anche disposta l'intensificazione dei servizi di prevenzione e contrasto dei fenomeni del caporalato e del lavoro nero prestato dai migranti.

E’ stata concordata «una maggiore sinergia delle attività svolte dall’Autorità giudiziaria e dalla prefettura per una più celere adozione dei provvedimenti di rispettiva competenza riguardo i reati commessi dagli ospiti del Cara».  Infine, il commissario prefettizio e il direttore del Cara "hanno assicurato una rapida eliminazione delle bancarelle presenti, nonché un più rigoroso rispetto del regolamento del Centro di accoglienza, come ad esempio il divieto di usare fornellini all’interno delle strutture abitative».

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