IL CASO

Morti sospette in ambulanza, la procura apre un'indagine a Biancavilla

BIANCAVILLA. La Procura della Repubblica di Catania ha deciso di aprire un’inchiesta ipotizzando il reato di omicidio in seguito alla denuncia di un collaboratore di giustizia, che ha accusato il barelliere di un’ambulanza di avere iniettato dell’aria nelle vene di malati terminali per accelerarne il decesso.

Ciò sarebbe avvenuto dopo che i pazienti lasciavano l’ospedale «Maria Santissima di Biancavilla» per essere trasportati a casa. Si trattava pazienti ai quali la medicina non sarebbe stata più di aiuto e per questo dichiarati moribondi. Lo scopo della macabra pratica sarebbe stata quella di guadagnare sull'intervento di agenzie di onoranza funebri, alle quali il barelliere segnalava gli avvenuti decessi. In cambio di tanta solerzia il barelliere in questione otteneva per ciascuna segnalazione una «mancia» di trecento euro dalla impresa che si assicurava il servizio funebre.

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