Falsi incidenti a Catania, medici aggrediti perchè "non collaboravano" - Foto

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CATANIA. Scoperto un gruppo criminale che ha truffato le società assicurative simulando incidenti stradali. Sono sette le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Catania, nei confronti di Giovanni Pantellaro, di 53 anni, Gaetano Pantellaro, di 28 anni, Angelo Ragusa, di 35 anni, Giuseppe Alì, di 62 anni, Alessandro Fichera, di 43 anni, Carmelo Moncada, di 61 anni, Orazio Sappuppo, di 43 anni.

Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa a danno di compagnie assicurative e corruzione in atti giudiziari. Sono stati contestati 17 episodi di truffa con un danno stimato in un milione di euro circa. Gli indagati sono complessivamente 64.  Il gip ha disposto il sequestro preventivo dello studio di infortunistica stradale, vicino all’ospedale Vittorio Emanuele II.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti a capo del gruppo ci sarebbe stato Giovanni Pantellaro, che si occupava di organizzar di falsi incidenti stradali e precostituire elementi di prova, false testimonianze per guadagnare dagli indennizzi delle società assicurative. Le indagini sono iniziate a seguito di alcune aggressioni ai sanitari in servizio presso il pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele II e dalla conseguente constatazione della presenza di persone impegnate nel reclutamento di pazienti in attesa.

E’ stato scoperto un gruppo di persone che avrebbe utilizzato uno studio di infortunistica stradale in via Plebiscito, per organizzare incidenti i stradali  per  trarre in inganno le compagnie assicurative. Lo studio d’ “Infortunistica Stradale” era strategicamente collocato di fronte all’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele II era la base operativa dell’associazione criminale.

Gli indagati avrebbero  individuato i pazienti con lesioni compatibili con un incidente stradale che sarebbero stati accompagnati direttamente durante la loro visita in pronto soccorso ed “invitati” ad indicare un generico incidente stradale come causa delle lesioni stesse. Molti pazienti, al momento della registrazione presso il triage, avrebbero sostenuto la natura accidentale del trauma, ma, successivamente, in sede di referto medico, avrebbero preteso che il sanitario di turno apponesse, nello spazio del medesimo referto dedito alla causale, la dicitura “incidente stradale”. Molti medici di turno si sono rifiutati di scriverlo e sono stati aggrediti.

La vicinanza fisica all’ospedale, inoltre, avrebbe garantito agli indagati i necessari contatti con le persone all’interno alla struttura ospedaliera senza necessità di pericolosi contatti telefonici. Angelo Ragusa, formale titolare dell'agenzia, si sarebbe occupato di istruire pratiche relative ai finti incidenti, creare l’apparenza delle conseguenze materiali dei simulati sinistri e curare i rapporti con gli altri associati e con i clienti coinvolti nei falsi incidenti. Mentre Alì si sarebbe adoperato a rintracciare la clientela ed istruirla sia sui comportamenti da tenere sia in merito alle vicende del falso incidente stradale. Inoltre avrebbe trovato anche “falsi testimoni” in sede stragiudiziale e giudiziale e si sarebbe occupato anche della delicata fase della liquidazione e suddivisione dei profitti.

Fichera, Moncada, Sappuppo avrebbero svolto l’attività di procacciatori, che si recavano costantemente presso il pronto soccorso degli ospedali Vittorio Emanuele II e Garibaldi, per contattare pazienti che riportavano traumi compatibili con incidenti stradali ai quali proponevano di far dichiarare falsamente di essere stati coinvolti in sinistri collegati alla circolazione di vetture su strada.Sono stati individuati 18 diversi incidenti. Per tutti gli incidenti non c’era stato intervento delle forze dell’ordine, mancando in conseguenza rilievi descrittivi, fotografici o planimetrici.

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