Corruzione, arrestati il sindaco di Acireale Barbagallo e altri sette - Nomi e foto

ACIREALE. C'è anche il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo tra le 8 persone finite in manette (cinque in carcere e tre ai domiciliari) con l’operazione portata a termine dalla Guardia di finanza di Catania, scattata all’alba di oggi su ordine della procura distrettuale antimafia di Catania. L'inchiesta riguarda diversi episodi di corruzione e turbativa d’asta negli appalti pubblici nei Comuni di Acireale e Malvagna in provincia di Messina. Barbagallo, 43 anni, è stato eletto sindaco nel 2014. Candidato 'civico' per il movimento civico "CambiAmo Acireale", era sostenuto anche dalle liste "Democratici per Acireale", "Popolari per Acireale" e "Acireale Futura". Nel 2009, era stato il primo degli eletti al consiglio comunale di Acireale.

Oltre a Barbagallo, sono finiti in carcere Anna Maria Sapienza, consulente del Coni, Giovanni Barbagallo, direttore dell'Area tecnica del Comune di Acireale, Salvatore Di Stefano, capo settore della Protezione civile del Comune di Acireale, Salvatore Leonardi, consulente della San Sebastiano srl. Ai domiciliari Nicolò Urso, luogotenente della Polizia municipale di Acireale, Ferdinando Maria Garilli, ingegnere, Angelo La Spina, dipendente della San Sebastiano srl.

L'operazione "Sibilla", iniziata nel 2017 e condotta dalla Guardia di Finanza di Acireale, ha portato alla luce quattro episodi di corruzione e turbativa d’asta nella gestione della cosa pubblica. Un episodio di corruzione avrebbe coinvolto il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, il quale, per favorire la campagna elettorale del suo referente politico, avrebbe spinto due piccoli imprenditori acesi a promettergli il voto, con l’ausilio di un luogotenente della polizia locale, Nicolò Urso.  Il sindaco avrebbe chiesto al luogotenente di avviare controlli amministrativi nei confronti degli imprenditori al fine di indurli, per evitare la sanzione, ad avvicinarlo. Nella circostanza gli avrebbe chiesto il sostegno elettorale. Il GIP ha ordinato la traduzione in carcere del sindaco e gli arresti domiciliari per il funzionario di polizia.

Altro episodio contestato riguarda la realizzazione dell’ampliamento del cimitero comunale di Acireale. Durante la fase terminale dei lavori, il responsabile della Protezione civile del Comune di Acireale, Salvatore Di Stefano, avrebbe curato il collaudo dell’opera, attestando che l’intervento sarebbe stato eseguito a regola d’arte. Tuttavia, nella certificazione redatta dal dirigente, sarebbero state indicate operazioni di verifica strutturale presso il cimitero in realtà mai effettuate: anzi, dalle indagini sarebbe emerso che i quattro verbali di sopralluogo sarebbero tutti stati predisposti nel momento finale della stesura del collaudo dal referente in loco dell’impresa costruttrice con l’ausilio del consulente tecnico dell’impresa stessa. Per il collaudo, il funzionario pubblico avrebbe fatturato alla società 6.600 euro a titolo di compenso professionale. La somma ricevuta è stata qualificata come "tangente" per la buona riuscita delle operazioni di verifica. Il GIP ha ordinato la traduzione in carcere del dirigente pubblico e del referente dell’ATI, e gli arresti domiciliari per il consulente tecnico.

Le indagini hanno riguardato anche alcuni incarichi professionali relativi alla progettazione di impianti sportivi affidati illecitamente dai Comuni di Acireale e Malvagna al consulente locale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Anna Maria Sapienza, e a un ingegnere catanese, Ferdinando Garilli, sottoposti l’una a custodia cautelare in carcere, l’altro agli arresti domiciliari, per turbata libertà degli incanti.

Tra le proposte validate nel 2017, rientrano anche quelle relative alla riqualificazione della pista di atletica presso il centro sportivo "Tupparello" di Acireale e del campo di calcio di Malvagna. In entrambi i casi, la donna, in cambio del parere favorevole, avrebbe ottenuto, per Garilli e per sè, l’incarico di redigere il progetto dei medesimi impianti sportivi, retribuito con un compenso rispettivamente di 5.000 euro e di 14.300 euro, attribuito con una finta gara al massimo ribasso. Per dare una parvenza di liceità agli affidamenti e risultare formalmente in regola con le prescrizioni dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), i dirigenti degli Uffici Tecnici dei Comuni di Acireale e di Malvagna, di concerto con la Sapienza, avrebbero finto una ricerca di mercato, inviando richieste di offerta, oltre che al vincitore già prestabilito, ad altri due professionisti di fiducia, già istruiti "a tavolino" sulla percentuale di ribasso da indicare nelle risposte. "Nella gestione degli affidamenti, Sapienza avrebbe agito da vero e proprio organo decisorio", scrive la Guardia di Finanza.

Nel caso di Malvagna, per garantire al collega un compenso anche nell’ambito di quel progetto, avrebbe ottenuto dal dirigente dell’Ufficio Tecnico la previsione di un ruolo ad hoc da affidargli, quello di Assistente al RUP (Responsabile Unico del Procedimento) che, per legge, dovrebbe essere nominato solo in caso di carenza di organico della stazione appaltante. "Sapienza e Garilli avrebbero usato assoluta sufficienza nelle previsioni di spesa del denaro pubblico anche nella redazione successiva dei citati progetti, suscitando la perplessità di chi, presso il CONI, era preposto a corrispondere il finanziamento", spiegano le Fiamme Gialle.

Il vicesindaco e la giunta di Acireale «garantiranno la continuità amministrativa» dell’ente. Lo afferma una nota dell’Ufficio Stampa del Comune. «Il segretario generale dell’ente Mario Trombetta, appreso da notizie di stampa dell’operazione in corso da parte della magistratura - continua la nota - ha incontrato il vicesindaco Venerando Ardita al fine di garantire la continuità amministrativa dell’ente».

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