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Mafia, sequestrati beni per 300 mila euro a esponente del clan catanese Cappello-Bonaccorso

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CATANIA. È scattato il sequestro di beni di 300 mila euro da parte del personale della Direzione investigativa antimafia di Catania, nei confronti di Mario Carmelo Cambria, di 32 anni, ritenuto esponente di spicco del clan mafioso Cappello-Bonaccorsi. Dalle prime ore della mattinata odierna la Dia, su delega della procura della Repubblica diretta da Carmelo Zuccaro, ha dato esecuzione al decreto di sequestro, emesso dal tribunale di Catania - Sezione misure di prevenzione.

Gli accertamenti  patrimoniali, svolti sui beni di Cambria e dei suoi familiari, hanno consentito di accertare una rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati e gli arricchimenti patrimoniali. Il provvedimento di sequestro ha interessato beni, che sono stati fittiziamente intestati alla moglie Antonella Ranno. Si tratta di un’abitazione, un garage, un’autovettura e somme di denaro cointestate, per un valore di circa 300 mila euro.

Mario Carmelo Cambria  è figlio del più noto Andrea Cambria, personaggio organico al clan mafioso etneo Cappello. Nei suoi  confronti già nell’ottobre 2017 la Dia di Catania aveva eseguito il sequestro di autoveicoli e somme di denaro per un valore di circa 200 mila euro.

Mario Carmelo Cambria  vanta una serie di precedenti di polizia per reati in materia di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso, e furto.
È stato più volte arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Il 12 marzo 2016, nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “Family”, è stato raggiunto  da ordinanza applicativa di misura cautelare, insieme al  padre Andrea e altre sette persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, traffico illecito di sostanze stupefacenti, per avere agevolato il clan mafioso etneo Cappello – Bonaccorsi.

Dalle investigazioni condotte, Andrea Cambria sarebbe stato il promotore dell’associazione criminale che trafficava in stupefacenti, dei quali si approvvigionava in Campania e Calabria.

Lo scorso 8 marzo il personale della Direzione investigativa antimafia di Catania aveva dato esecuzione a un decreto di confisca del patrimonio di un altro presunto appartenente clan mafioso Cappello, Antonino Fichera. La confisca aveva interessato unità immobiliari per un valore complessivo di circa un milione di euro. Anche in questo caso era emersa una notevole sproporzione tra le fonti dichiarate e i beni posseduti direttamente o indirettamente.

Fichera fu arrestato per omicidio il 21 maggio del 2013 ed attualmente è agli arresti domiciliari. È considerato l'esecutore materiale, insieme con Roberto Campisi - quest’ultimo già detenuto e ritenuto affiliato alla famiglia dei Cursoti milanesi - dell’omicidio, commesso il 26 agosto del 2008, di un presunto affiliato alla cosca rivale Sciuto - Tigna, Mario Mauceri, detto "Mario U' Lintinisi", che Fichera aveva ritenuto coinvolto, per averlo attirato in un agguato, dell’uccisione del figlio Sebastiano, ritenuto affiliato proprio alla cosca Sciuto-Tigna.

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