LE INDAGINI

Peculato, indagato l'arcivescovo di Catania Gristina per la gestione dell'Opera di assistenza

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L'arcivescovo di Catania Salvatore Gristina

L’arcivescovo metropolitano di Catania, Salvatore Gristina, è indagato per peculato in concorso dalla Procura in qualità di presidente del Cda dell’Opera Diocesana Catanese per il Culto e la Religione (Odccr) insieme con il presidente del Cda dell’Opera Diocesana Assistenza (Oda) Alfio Santo Russo. Altre due persone, Alberto Marsella, amministratore delegato rimosso da Gristina, e una impiegata dell’Oda, Daniela Stefania Iacobacci, sono indagate per appropriazione indebita.

La Procura, diretta da Carmelo Zuccaro, ha fatto notificare loro un avviso di conclusione indagini preliminari dalla guardia di finanza che ha eseguito indagini coordinate dall’aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Fabio Regolo.
La Procura ipotizza per Gristina e Russo, dal 2013 al 2015, un’appropriazione di denaro derivante da finanziamenti pubblici predisponendo un contratto simulato di locazione tra Oda - conduttore - e la Odccr - locataria e soggetto interposto nel contratto di acquisto - stipulato in realtà, sostiene l’accusa, "al solo fine il dissimulare il contratto di acquisto dell’immobile di Via Galermo, oggetto di locazione da parte della stessa Oda che, di fatto, simulando il pagamento del canone di locazione ed imputando formalmente i pagamenti a tale titolo, in realtà pagava le rate del mutuo contratto dalla Odccr con Unicredit Banca Spa, eludendo la normativa comunitaria, nazionale regionale". Si sarebbero appropriati di somme erogate come finanziamenti a sostegno della formazione professionale per 260.136 euro.

L’ipotesi di reato per Iacobacci e Marsella è quella di essersi «appropriati dal settembre del 2016 all’aprile del 2017 delle rette mensili relative ai mesi di settembre ed ottobre 2016 e gennaio 2017 versate dagli utenti della Casa di riposo "Madonna di Lourdes» alla Fondazione Oda per 10.580 euro e di essersi appropriati di un contributo dovuto dalla ditta 'Emmeti Italià a titolo di rimborso delle spese di energia elettrica sostenute dalla Fondazione Oda a fronte dell’istallazione di distributori automatici per complessivi 3.500 euro». Si sarebbero inoltre «appropriati di 26.197 euro mediante l'utilizzo non giustificato di carte di credito prepagate ricaricate con addebito sui conti correnti intestati alla Fondazione Oda».

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