IL CASO

Migranti, Toninelli: "Nave Diciotti a Catania". Ma dal Viminale arriva lo stop: "Prima risposte dall'Europa"

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Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli

Il caso della nave Diciotti con a bordo 177 migranti è vicino a una soluzione. Anche se per lo sbarco bisognerà ancora attendere.

Il molo di Catania è pronto ad accogliere l nave, dopo il lungo tempo passato in mezzo al mare. Ad annunciare l'approdo è il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, il grillino Danilo Toninelli. Poco dopo, però, il ministro dell'Interno e leader del Carroccio Matteo Salvini fa sapere che nessuno sbarcherà se l'Europa prima non ripartirà i migranti tra i vari Paesi. Ognuno la sua parte.
Per il momento, è ormai certo, non scenderà nessuno dalla motonave della Guardia costiera italiana costretta negli ultimi tre giorni - dei cinque passati nell'incertezza della destinazione - a fare avanti e indietro in rada a Lampedusa, con il suo carico umano di 177 migranti tratti in salvo il 16 agosto. Malta si è rifiutata di accoglierli, e l'Italia di farli sbarcare in mancanza di un accordo Ue sulla ripartizione dei profughi. Un tasto, questo, sul quale il ministro Salvini non molla, se l'Europa non darà garanzie granitiche.

Dopo il lavorio diplomatico del ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi che ieri sera ha scritto alla Commissione Ue chiedendole di risolvere il problema suddividendo i migranti tra i paesi 'volenterosi', finalmente Toninelli oggi ha potuto twittare: "Diciotti attraccherà a Catania. I valorosi uomini della guardia costiera hanno compiuto il proprio dovere salvando vite umane ad appena 17 miglia da Lampedusa. Ora l'Europa faccia in fretta la propria parte".

Dall'annuncio non passa nemmeno mezz'ora, ed ecco che il Viminale spiega che fino a quando non ci sarà la certezza dell'accordo, il ministro della Lega non darà "alcuna autorizzazione allo sbarco": Salvini, anzi, è pronto a rimandare i migranti "nei porti di partenza".

Tove Ernst, portavoce della Commissione Ue per la Migrazione, ha evitato repliche schermandosi dietro un "non commentiamo scenari ipotetici" e premettendo che si lavora "per trovare una soluzione, la più rapida possibile: siamo stati contattati dalle autorità italiane e stiamo contattando gli Stati membri".

"Voglio capire - ha poi aggiunto Salvini motivando i 'paletti' allo sbarco - se le accuse a Malta, formulate dagli immigrati arrivati l'altro giorno a Lampedusa, sono vere oppure no. In caso positivo, saremmo davanti all'ennesima prova dell'inesistenza dell'Europa, dove troppi paesi fanno i furbi a danno dell'Italia". Agli investigatori della polizia giudiziaria alcuni dei profughi fatti sbarcare a Lampedusa per problemi di salute, avrebbero dichiarato di essere stati "abbandonati" dai maltesi che inizialmente li avevano soccorsi. Della vicenda si occupa la Procura di Agrigento che ha aperto un'inchiesta per identificare gli scafisti e accertare le condizioni dei 177 immigrati a bordo della motonave Diciotti.

Sullo 'status' dei profughi, c'è polemica ed è intervenuto Mauro Palma, il Garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà, che ha informato le alte cariche dello Stato sugli aspetti "di rilevanza umanitaria" dei migranti "in permanenza forzata" sulla Diciotti. Al presidente della Repubblica si era appellato anche Salvatore Martello, il sindaco di Lampedusa. "Siamo di fronte all'ennesima situazione di stallo, dove a pagare sono sempre i più vulnerabili, soprattutto i bambini, e che viola qualsiasi convenzione sui diritti umani", ha denunciato Ida Di Benedetto, portavoce di Save The Children.
A Catania, intanto, è stato predisposto un servizio di sorveglianza. Non è ancora il momento dell'accoglienza vera e propria in terraferma.

 

 

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