GUARDIA DI FINANZA

"Chiedeva il pizzo agli associati": arrestato ad Aci Castello il presidente di un'associazione antiracket

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Avrebbe estorto denaro a chi chiedeva assistenza e risorse all'associazione. Per questo il presidente dell'associazione antiracket Asia, Salvatore Campo, 75 anni, è stato arrestato.

Secondo quanto accertato dagli inquirenti Campo avrebbe preteso dalle sue vittime tra il 3% e il 5% delle somme di cui erano beneficiari. Uno dei casi viene fuori da una conversazione intercettata, con la vittima che ha ricevuto un risarcimento di 43mila euro e che avrebbe dato a Campo 4mila euro.

Le intercettazioni

Campo chiede: "Il mio lavoro me lo ha pagato lei ? ah... io non me lo ricordo...", la vittima risponde "che cosa ?....." e Campo incalza: "Il mio lavoro... di questi 43.000 euro me lo ha pagato lei ? non mi ha dato niente...? " La vittima risponde: "Come pagato ? La prossima volta io le domando la ricevuta... se lo è scordato che gli abbiamo fatto il regalo anche alla signora?". Ma non contento Campo chiede nuovamente: "Che mi ha dato?". La vittima afferma: "4.000 gli ho dato... dottor Campo !!!””

Su delega della Procura della Repubblica, i finanzieri di Catania hanno dato esecuzione all'applicazione degli arresti domiciliari nei confronti Salvatore Campo,  indagato per estorsione continuata, peculato e falso ideologico. È stato disposto anche il sequestro preventivo di circa 37.000 euro per l’appropriazione di fondi pubblici erogati all’associazione antiracket Asia dalla Regione siciliana, vincolati al  perseguimento degli scopi dell’ente stesso, ma impiegati da Campo per finalità personali.

L’attività investigativa delle fiamme gialle di Catania è iniziata da un’attività di monitoraggio delle associazioni e organizzazioni antiracket e antiusura operanti nel territorio di competenza e dall’esame di esposti presentati in procura dalle associazioni operanti nel medesimo contesto assistenziale.

Le indebite richieste di Campo sarebbero state avanzate sia per avviare l’iter procedurale per il riconoscimento del risarcimento che prima del riconoscimento delle somme erogate dallo Stato. Tutte le volte in cui la vittima non aderiva alle richieste di denaro, Campo avrebbe assunto anche atteggiamenti intimidatori, abbandonando anche il sostegno assistenziale. Le somme che le vittime avrebbero dato a Campo in alcuni casi sono state sancite anche in scritture
private non registrate, e sarebbero state versate sia con denaro  contante o attraverso versamenti bancari qualificati apparentemente come contributi volontari.

L’illecita attività del presidente dell’associazione antiracket è stata riscontrata in tre distinti episodi. In un primo caso il gestore di una libreria e vittima di estorsione e usura avrebbe rifiutato di assecondare le pretese di denaro formulate da Campo. La vittima non voleva versare il 3% della somma che  avrebbe percepito. Ma Campo avrebbe prospettato "inevitabili lungaggini burocratiche" se non si fosse avvalso del suo intervento. In un secondo caso Campo avrebbe ottenuto dai familiari di una vittima della criminalità organizzata, che avevano assistito all’omicidio del loro familiare, una busta con 1.500 euro in contanti senza i quali avrebbe di fatto interrotto la sua assistenza a favore delle vittime per il riconoscimento degli ulteriori benefici di legge spettanti. In un terzo caso la vittima era un cittadino straniero e titolare di un bar che sarebbe stato costretto a versare a Campo 3.000 euro in contanti per il timore di non essere adeguatamente seguito nel disbrigo delle pratiche necessarie per ottenere il saldo del risarcimento spettante.

In un'ultima circostanza Campo avrebbe consigliato ad un associato di farsi attestare da un medico compiacente una falsa patologia al fine ottenere illegittimamente un maggior risarcimento dallo Stato.

Dagli accertamenti bancari eseguiti, è emersa un’appropriazione complessiva dei fondi associativi di oltre 70.000 euro. Solo una parte, circa 37.000 euro è riferibile ai fondi pubblici, per i quali il gip ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

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