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Militello, furto di rame. Treni fermi

In contrada Fildidonna, arrestati un pregiudicato e un incensurato. Sono accusati di furto aggravato e interruzione di pubblico servizio
Catania, Archivio

MILITELLO VAL DI CATANIA. La "piaga" dei furti di rame approda anche nel territorio di Militello. Sabato pomeriggio, infatti, i carabinieri del comando Stazione hanno sorpreso Giuseppe Biancoviso, di trentuno anni, e un incensurato di trentaquattro anni, mentre stavano avvolgendo due chilometri e mezzo di cavi di rame appena asportati lungo la linea ferroviaria "Catania-Caltagirone-Gela".
L'azione dei militari dell'Arma, agli ordini del maresciallo Lorenzo Adamo, è giunta al termine di un apposito servizio di controllo del territorio, finalizzato proprio per prevenire reati di tipo predatorio contro il patrimonio in zone solitamente lontane dai "riflettori".
Il furto del prezioso metallo è avvenuto nei pressi della piccola stazione di Fildidonna, in una zona rurale a cavallo tra le province di Catania e Siracusa nelle adiacenze della strada Provinciale 30. L'asportazione della ingente quantità di cavi ha poi mandato in tilt il servizio ferroviario.
Ne hanno fatto le spese, per alcune ore, i pendolari ed i conduttori di terreni che si avvalgono del treno per raggiungere il capoluogo, Caltagirone ed i fondi agricoli. Il "danno" è stato contenuto poiché la linea ferroviaria non è elettrificata. I problemi, infatti, hanno riguardato i sistemi di segnalazione ed i passaggi a livello. Dopo le formalità di rito Giuseppe Biancoviso, noto alle forze dell'ordine anche per altri tipi di reato, e l'incensurato si sono visti aprire le porte del carcere calatino di contrada Noce. AI magistrati, che valuteranno le dettagliate informative di reato redatte dai carabinieri, i due uomini dovranno rispondere di furto aggravato ed interruzione di pubblico servizio.
Gli investigatori dell’Arma, invece, proseguono nelle indagini per cercare di verificare dove i cavi sarebbero stati portati per una prima "lavorazione" (separazione delle parti in plastica dal metallo vero e proprio) e, soprattutto, gli acquirenti della quantità rubata. Il rame, infatti, sta ricevendo sempre più "attenzioni" da parte della malavita organizzata o da parte di "balordi" che cercano di ottenere facili guadagni. Il furto di rame crea un immediato disagio per l'interruzione forzata di servizi essenziali quali, tra gli altri, energia elettrica, pubblica illuminazione e telecomunicazioni. Quello di sabato a Militello è solo l'ultimo, in ordine di tempo, dei numerosi furti perpetrati nella provincia etnea, avvenuti principalmente nella zona industriale del capoluogo.

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