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Catania, al setaccio le spese dei consiglieri provinciali

Acquisita documentazione sui pagamenti effettuati
Catania, Archivio

CATANIA. La Procura presso la Corte dei Conti, dopo la magistratura penale etnea, sta verificando se la Provincia di Catania abbia rimborsato «spese pazze» ai quarantacinque consiglieri di Palazzo Minoriti. La Guardia di finanza ha acquisito ancora in queste ore documenti negli uffici dell’ente per accertare non solo eventuali responsabilità di rappresentanti politici, ma anche di dirigenti e funzionari pubblici che hanno istruito le pratiche.
Per ora, sono finiti sotto esame gli «indennizzi» dell’ultimo biennio che, tra l’altro, sono stati pagati per calendari personalizzati e libri, targhe e viaggi. Il procuratore regionale presso la Corte dei Conti, Guido Carlino, ha intanto escluso che siano state avviate inchieste analoghe in altre amministrazioni provinciali isolane, come invece s’era appreso nell’Aula consiliare catanese: giurisprudenza costante e normativa vigente — ha spiegato il procuratore — impongono che un’inchiesta possa essere avviata solo su notizie specifiche, escludendo accertamenti «a tappeto».
Un autentico fuoco incrociato, quindi, s’è concentrato su Palazzo Minoriti. Il mese scorso, infatti, era stata avviata l’indagine della Procura della Repubblica di Catania che investe un «campione» di nove rappresentanti dei gruppi per i rimborsi ottenuti, ma riguarda pure i risarcimenti alle aziende private per i «permessi istituzionali» concessi a dipendenti-consiglieri.

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