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Crollo di cambiali e assegni: meno consumi, meno protesti

In città -17,90%, in provincia -23,80. Bruciati 31 milioni in assegni, 20 pagherò
Catania, Archivio

CATANIA. Si riducono i consumi e si contraggono le contrazioni. E gli assegni non vengono più accettati... I protesti nel Catanese sono diminuiti di oltre il 20% nel 2012, rispetto agli anni precedenti. È l’analisi della Camera di Commercio ente che cura per legge la pubblicità del protesto allo scopo di tutelare chi abbia rapporti economici col protestato.
Nel 2012 i protesti nel capoluogo sono diminuiti rispetto al 2011 del 17,90% e in provincia del 23,80%; se invece si analizza il confronto tra il 2012 e il 2010, i protesti nel capoluogo sono stati del 19% in meno e del 27,90% in meno in provincia. In particolare: nel 2012 i protesti sono stati 404 nelle tratte non accettate, 26 nelle tratte accettate, 6.173 negli assegni, e 19.130 per le cambiali. In termini di euro il totale degli assegni sfiora i 31 milioni e nelle cambiali i 20 milioni.
Nel 2011 i protesti sono stati 725 nelle tratte non accettate, 42 nelle tratte accettate, 6.794 negli assegni e 18.801 nelle cambiali. In termini di euro sfiora i 35 milioni quello degli assegni; di 19 milioni quello delle cambiali.
«La chiave di lettura di questi dati - dice il segretario generale della Camera di commercio Alfio Pagliaro - non è univoca. La crisi ci offre, infatti, molte possibilitá di lettura dei dati. Nel caso specifico, il calo dei protesti potrebbe essere associato proprio alla riduzione dei consumi, alla quale segue una decisiva contrazione delle transazioni. Si tratta dunque di un calo fisiologico che incide anche su rate, spostamenti di denaro virtuale e capacità di spese. C'é una seconda riflessione, legata alle dinamiche fiduciarie che intercorrono tra compratore e venditore. In seconda battuta si registra il crollo della fiducia rispetto alla copertura degli assegni, che vengono sempre meno accettati. Nella filiera di mercato, tra domanda ed offerta del produttore, sino all'intermediario e all'acquirente finale, si preferiscono i liquidi contanti o le transazioni elettroniche".
 

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