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Università, Recca indagato si dimette

Avrebbe utilizzato gli elenchi di indirizzi email di iscritti all'Università, destinati a rimanere segreti, per favorire la campagna elettorale di Maria Elena Grassi allArs

CATANIA. Bufera sull’Ateneo. Il rettore Antonino Recca ha trasmesso stamattina un messaggio alla comunità universitaria con il quale rassegna anticipatamente le sue dimissioni irrevocabili (il mandato sarebbe finito nell’ottobre prossimo), invitando il decano dei professori ordinari Mario Marino ad assumere la conduzione dell’Ateno, in attesa che Giacomo Pignataro, rettore eletto, si insedi il prossimo autunno.

La nota del rettore emerito, candidato centrista alle ultime Politiche, è emertica e dice di essere stata assunta: «In seguito ad alcuni commenti rilasciati dopo le elezioni del nuovo rettore, delle sedute di Senato accademico e del Cda dell’1 marzo scorso, per cui non esistono più le condizioni di serenità per il completamento del secondo mandato».

Intanto, però, lunedì scorso, sono state completate le notifiche degli inviti a comparire nei confronti di Antonino Edoardo e Daniele Di Maria, Maria Elena Grassi, Enrico Commis e dello stesso Antonino Recca, indagati del reato di rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio per avere utilizzato gli elenchi di indirizzi email di iscritti all'Università, destinati a rimanere segreti, al fine di favorire la campagna elettorale di Maria Elena Grassi, per il rinnovo dell’Ars. Il rettore emerito, inoltre, deve rispondere di avere compiuto atti idonei a indurre uno degli indagati a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria, nella indiagine condotta dal Compartimento dellla Sicilia orientale della Polizia Postale.
 

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