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Processo "buco in bilancio", ricusato il giudice

Udienza rinviata al 13 maggio. A presentare l'istanza è stato l'avvocato Piero Granata perchè uno dei giudici ha fatto parte del collegio di un processo con imputati in comune

CATANIA. Tre degli imputati nel processo per il buco in bilancio al Comune di Catania durante le amministrazioni del sindaco del Pdl Umberto Scapagnini hanno ricusato uno dei giudici della prima Corte d'appello di Catania, che ha rinviato l'udienza al prossimo 13 maggio. Oggi era previsto il ritiro in camera consiglio per la sentenza.

A presentare l'istanza è stato l'avvocato Piero Granata perché uno dei giudici della Corte in passato ha fatto parte del collegio del processo sui contributi per cenere vulcanica ai dipendenti comunali, che aveva imputati in comune.

In primo grado, il 10 ottobre del 2011, il giudice monocratico ha condannato a 2 anni e 9 mesi di reclusione, per falso in bilancio, l'ex sindaco di Catania e attuale parlamentare nazionale del Pdl Umberto Scapagnini. La stessa pena è stata inflitta all'ex ragioniere Vincenzo Castorina, agli ex assessori Francesco Caruso, Giuseppe Arena, Santo Li Gresti, Giuseppe Maimone, Giuseppe Siciliano e Gianni Vasta. Sono stati anche condannati, per lo stesso reato, alla pena di 2 anni e 3 mesi ciascuno, altri componenti di diverse giunte dei centrodestra dell'allora sindaco Scapagnini: gli ex assessori Filippo Drago, Stefania Gulino, Mimmo Rotella, Salvatore Santamaria, Nino Strano, Mario De Felice e Giuseppe Zappalà.

Il processo per falso ideologico per il 'buco' in bilancio per centinaia di milioni di euro al Comune prese avvio da osservazioni formulate a suo tempo dai revisori dei conti relativamente al bilancio consuntivo del 2003, sul quale ha mosso rilievi anche la Corte dei conti.

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