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Catania, prima udienza Vezzosi-Consoli

I due cantanti sono finiti davanti al giudice per la paternità non riconosciuta di un bimbo. Lui è anche accusato di aver organizzato una spedizione punitiva ai danni di un amico della donna

CATANIA. A tratti sembra quasi essere la storia di un romanzo. Nello specifico, però, i personaggi sono tutti reali. Si tratta del caso che ha portato alla sbarra il cantante neomelodico Gianni Vezzosi, trascinato in Tribunale da Layla Consoli, anch'essa cantante. Ma davanti al giudice, Alba Sammartino, non si è discusso affatto di diritti musicali, anzi. Tra i due pare esserci stata una storia che, a quanto sostenuto dalla Consoli, ha portato alla nascita di un bambino non riconosciuto da Vezzosi. Lui, già sposato, l'avrebbe anche aggredita, in viale Mario Rapisardi, perché di quel figlio non ne voleva sapere. A prenderle, poi, sarebbe stato anche un amico dei due, Samuele Bombaci, colpevole di avere tentato una conciliazione e, per questo, picchiato da una spedizione punitiva voluta da Vezzosi.
Ieri, prima udienza del processo, sono stati sentiti alcuni testimoni e lo stesso Samuele Bombaci. A rispondere alle domande degli avvocati e del Pm Agata Consoli, anche amici e conoscenti. Ad essere osservati, con la lente d'ingrandimento, i tabulati telefonici, i numeri di cellulare e le chiamate avvenute, poco prima e poco dopo i fatti incriminati, da e per il telefonino in uso al cantante. Il numero, secondo quanto dichiarato in aula, non sarebbe ad uso esclusivo del cantante ma anche della moglie Monica.
"Mi sembra - ha detto Samuele Bombaci - di stare dentro un film. Ho chiamato Vezzosi e mi ha risposto di farmi i fatti miei. Ho riferito a Layla della chiamata e mi detto che gli avrebbe inviato un sollecito per il riconoscimento del bambino. Una sera, poi, ho visto Layla essere trascinata in macchina da lui. Dopo aveva i segni di un'aggressione".
La stessa storia viene raccontata dalla donna e tiene a precisare: "Ci sono già stati tre accertamenti che dicono che il mio bambino è figlio di Vezzosi. Lo riconosca".

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