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Catania: cresce l’esercito di poveri e cassintegrati

CATANIA. «Catania è tra le dieci province in Italia in cui, tra marzo e aprile di quest’anno, è maggiormente aumentata la Cassa integrazione guadagni. Un piazzamento non certo invidiabile. Serve altro per segnalare la gravità della crisi di questo territorio, che necessita di interventi concreti e non di spot elettorali?». È il commento del segretario territoriale della Uil Angelo Mattone al Rapporto mensile sulla Cassa integrazione in Italia appena diffuso dal Servizio nazionale politiche del Lavoro dell’organizzazione sindacale. Il leader etneo della Uil, peraltro, evidenzia il «più 311,7 per cento» della Cassa integrazione straordinaria: «È il segnale di una cronicità della crisi che sta marchiando indelebilmente molte imprese, ormai rassegnate alla chiusura definitiva anche a causa della mancata ripresa del mercato interno e degli insormontabili ostacoli nella conquista dei mercati esteri. Ostacoli che si chiamano carenza infrastrutturale, formazione-fantasma, malaburocrazia!».
Mattone sottolinea ancora: «Numeri, non chiacchiere da bar o salotto, segnalano come la locomotiva-Catania, da sempre elemento di traino per la produzione e lo sviluppo sociale in Sicilia, si sia fermata. Anzi, arretra. Più 128,8 per cento l’impennata complessiva (ordinaria, straordinaria, in deroga) della Cassa nella nostra provincia. Il dato è ancora più drammaticamente evidente, se si tiene in considerazione come in Italia sempre tra marzo e aprile quell’indicatore sia in calo del 13,3 per cento, in Sicilia addirittura del 34,9». Aggiunge il segretario della Uil: “Se possibile, esiste un motivo di allarme in più. Mi riferisco al fatto che la lievitazione della Cassa integrazione si registri anche su base annuale, non solo mensile. È, insomma, dato strutturale! Più 15,9 per cento il ricorso alla Cig nel periodo aprile 2013-aprile 2014 (meno 21,5 in Sicilia) con una punta del 71 per cento per la Cassa straordinaria».
«Ribadiamo, dunque, che Catania è luogo-simbolo dell’emergenza lavoro in Italia – conclude Angelo Mattone – Non siamo stati e non staremo alla finestra per assistere a questa progressiva negazione di futuro ai danni di un numero sempre più crescente di cittadini, di ogni età. Le associazioni di volontariato, intanto, rivelano l’esplosione della povertà in città e provincia, rivelata anche dal sempre maggior numero di persone che giornalmente si recano nelle mense solidali pur di ottenere un pasto caldo. In inverno, poi, sempre più famiglie si sono rassegnate a rinunciare al riscaldamento, per mancanza di risorse economiche. Catania soffre, mentre si rinnova nei Palazzi romani e palermitani lo squallido spettacolo delle risse tra politicanti che per miopia e calcolo hanno ormai individuato nei lavoratori, nei sindacati, nelle parti sociali, il nemico da battere». 

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