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Giarre, la protesta dei sindaci per salvare l’ospedale

Catania, Archivio

GIARRE. «Se qualcuno vuole chiudere un ospedale che serve ben 120 mila utenti lo dica subito e in modo chiaro e se ne assuma la responsabilità. Non possiamo avere un ospedale senza pronto soccorso, senza chirurgia, senza diagnostica, senza radiologia. La situazione in cui versa il nostro ospedale è disastrosa ed è dovuta alle intollerabili carenze di organico e all'assenza di supporto logistico e strumentale. Mi auguro che capiscano qual è la necessita del nostro territorio». Così il sindaco del Comune capofila del Distretto sanitario, Roberto Bonaccorsi. Sin dalle prime ore di domenica Bonaccorsi assieme al sindaco di Fiumefreddo di Sicilia Marco Alosi e al sindaco di Piedimonte Etneo Ignazio Messina hanno effettuato un sit in di protesta nei confronti della Regione siciliana per chiedere non solo il mantenimento, ma anche il promesso potenziamento della grande struttura sanitaria di via Forlanini. Assieme ai sindaci c’erano i consiglieri comunali della Commissione speciale sullo stato d'arte dell'ospedale "San Giovanni di Dio e Sant'Isidoro", presieduta da Tania Spitaleri, amministratori, rappresentanti dei Consigli comunali con in testa il presidente di Giarre, Francesco Longo, e rappresentanti delle categorie produttive e artigianali della città (Confcommercio e Unione liberi artigiani Claai) — Tra gli altri erano presenti, oltre al senatore Pippo Pagano (che ha annunciato un’interrogazione al ministro Lorenzin: «ci faremo sentire in tutte le sedi istituzionali, per salvare il nostro ospedale»), consiglieri comunali di Riposto e il presidente zonale del Tribunale per i diritti del malato Giuseppe Patanè. Un momento di tensione si è registrato quando un agente della Polstrada si è avvicinato al sindaco di Giarre intimandogli di non creare disagi che potessero esasperare i numerosi automobilisti in uscita e in ingresso o provocare incidenti. Il sindaco Bonaccorsi ha risposto che si trattava solamente di un volantinaggio per coinvolgere i cittadini sulla drammatica situazione. Al casello autostradale di Trepunti il volantino in distribuzione è stato accettato di buon grado da tutti gli automobilisti non appena edotti dello scopo di sensibilizzazione per la salvaguarda di un ospedale che rappresenta un punto di riferimento per l'assistenza sanitaria nel comprensorio ionico-etneo. Una struttura che però, paradossalmente, è stata progressivamente e lentamente depotenziata, attraverso mirati interventi di smobilitazione di reparti e servizi. Gli organizzatori hanno annunciato che questo volantinaggio volutamente effettuato in una domenica d'agosto, con l'arrivo di migliaia di vacanzieri diretti al mare, è solo la prima di altre azioni di protesta previste.

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