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Catania, i parchi cittadini aprono ai privati

Michele Failla annuncia una «eco-rivoluzione». La manutenzione e la vigilanza del verde agli imprenditori i quali potranno allestire spazi commerciali, sempre e comunque soggetti a possibile rimozione
Catania, Archivio

CATANIA. I parchi cittadini "aprono" agli imprenditori privati. Spazi commerciali - "chioschi e stand, sempre e comunque strutture rimovibili" - in cambio di cura del verde, manutenzione, vigilanza. È la piccola "eco-rivoluzione" annunciata da Michele Failla, presidente della commissione Aziende Partecipate e Ambiente: "Per la prima volta, il Comune avrà un regolamento dei parchi. La commissione ha lavorato per un anno a questo strumento, che entro un mese consegneremo al Consiglio. Abbiamo visitato tutti i polmoni della città e abbiamo notato che siamo molto più ricchi di verde di quanto solitamente si pensi, si dica. Soltanto alcuni, però, sono in condizioni accettabili. Molti altri, no. A occuparsene sono Multiservizi e operai comunali con interventi periodici, ma evidentemente non bastano".
Per supplire a queste lacune facendo i conti con la povertà cronica dell'ente, ecco l'idea: "Ancora adesso, alle aziende e alle associazioni è consentita la sponsorizzazione con la possibilità di installare qualche insegna. Nulla di più. Solo nel parco Madre Teresa di Calcutta questa misura ha funzionato, ma unicamente per l'impegno ambientalista di un'organizzazione che ha adottato l'area. Abbiamo, quindi, capito che bisogna andare oltre, adottando un regolamento che il Comune di Catania oggi non ha. In questo modo, peraltro, ci allineeremo a Milano, Torino e Napoli che hanno già adottato qualcosa di simile". "All'interno di un disciplinare molto rigoroso e dopo un bando comunale - continua Failla - sarà possibile ai privati realizzare spettacoli e installare giostrine, svolgere iniziative di promozione culturale e attività di baby-club, aprire laboratori di artigianato e vendere i prodotti creati al loro interno, commercializzare prodotti biologici o di erboristeria, oltre che gestire chioschi di alimentari e bibite". Con Failla, i componenti del gruppo di lavoro "Partecipate e Ambiente" sono Sebastiano Anastasi, Santi Bosco, Tino Lanzafame, Riccardo Pellegrino, Nuccio Lombardo, Carmelo Sgroi, Erika Marco, Salvatore Spadaro, Bea Viscuso e Antonino Vullo. Tutti, per mesi, hanno girato in lungo e in largo il territorio comunale. Dal Gioeni al Falcone e Borsellino, dagli Ulivi a San Nullo agli Arani nel quartiere San Giorgio, passando per il Fenoglietti e il Gemmellaro, il Gandhi e il boschetto della Playa. Un'esperienza "sul campo" che ha consentito la stesura di una bozza di delibera, ora all'esame degli uffici: "Vogliamo lasciare alla città - afferma l'esponente di maggioranza, catanese di Cibali - un segno tangibile della nostra attività consiliare. Un elemento di novità, fra l'altro, è rappresentato dal fatto che siamo noi e non l'assessore, come solitamente avviene, a proporre all'esame dell'Aula questo testo. Offrirà magari opportunità occupazionali, ma soprattutto dovrà essere un elemento di salvaguardia e valorizzazione dei parchi cittadini. Un modo per affermare tra i cittadini la cultura del rispetto per la natura attraverso imprese e organizzazioni, ma anche grazie a scuole che possano essere interessate a sfruttare utilmente spazi esterni". Failla, infine, precisa: "Non ho parlato di Villa Bellini e non rientrerà nel regolamento, perché rappresenta un caso a parte. Anche nei servizi di manutenzione, giornalmente garantiti da apposite squadre comunali".

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