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IL CASO

Catania, l'allarme del procuratore Salvi: "Tratta dei migranti, lotta impari"

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Rinvii a giudizio, condanne e sequestri di navi: «Servono risorse, il prossimo anno sarà impossibile sopportare uno sforzo di questo genere»

CATANIA. «Un altro anno così non potremo proprio sostenerlo!». Assieme al bilancio di fine anno sulle indagini relative alla tratta dei migranti e alle stragi in mare — «l’Egitto sta collaborando, abbiamo già chiesto l’estradizione di tre trafficanti da quel Paese ma due sono latitanti» — ieri è arrivato anche il «grido di dolore» del procuratore Giovanni Salvi: «In questi mesi, l’impegno è stato straordinario. Dati alla mano, abbiamo dimostrato l’incremento drammatico del numero di immigrati. Qui, già si lavora tantissimo nella lotta alla criminalità organizzata ma nel 2015 non potremo sopportare ancora uno sforzo di questo genere. Speriamo che a livello europeo e nazionale si comprenda come servano risorse umane, finanziarie e normative per affrontare questo problema». Presenti il dirigente della Squadra mobile, Antonio Salvago, e i colleghi di Siracusa e Ragusa insieme con il capo del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato Raffaele Grassi, il contrammiraglio della Marina Militare Pierpaolo Ribuffo e il sostituto della Dda Rocco Liguori, nella sala delle adunanze di Palazzo di Giustizia il procuratore Salvi ha ripercorso le operazioni di questi mesi e sottolineato i numeri dell’attività svolta dalla Direzione distrettuale contro i trafficanti di esseri umanio.

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