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Furti di bancomat, sgominata una banda ad Acireale: 11 arresti

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ACIREALE. La polizia di Acireale ha sgominato una banda, di 11 persone, dedita a furti a bancomat, a casseforti di stazioni di rifornimento  carburante, supermercati e istituti di credito. Gli agenti della polizia di Acireale, coordinati dalla Procura Distrettuale di Catania, hanno arrestato 11 persone ritenute responsabili di una numerosa serie di reati contro il patrimonio.

Ruspe per demolire le pareti e rubare casseforti nel Catanese: Nomi e foto degli arrestati

La banda nei diversi colpi ha utilizzato potenti motoseghe “a scoppio” per forare i contenitori blindati delle “casse automatiche” dei rifornimenti, avendo cura di usare un adesivo per  coprire il buco, in caso di arrivo di ignari automobilisti che, alla vista del danno, avrebbero potuto dare l’allarme. Per le “casse continue” e i “bancomat”, invece, i malviventi hanno utilizzato  una ruspa per demolire le pareti esterne e asportare le casseforti.

La struttura dell’organizzazione, poi, era caratterizzata dall’attribuzione di ruoli e specializzazioni ai singoli associati i quali mettevano a disposizione la “professionalità criminale” acquisita nel corso del tempo, dando il proprio specifico contributo.
Gli inquirenti hanno fatto luce su una serie di furti con “spaccata” o con effrazione commessi nell’arco temporale da aprile a giugno 2015. I gruppo criminale è radicato ad Acireale ma  ha operato anche in altri comuni della provincia etnea. Tra i furti  con “spaccata” scoperti dagli inquirenti ci sono: quello  ai danni del rifornimento carburante di Giarre del 27 aprile 2015 e quello al  supermercato A&O di Aci Catena del 24 maggio 2015. Mentre tra i gli altri furti c’è quello con effrazione ai danni del rifornimento di carburante ENI di Belpasso del 7 giugno 2015 e un tentato furto aggravato ai danni del rifornimento ESSO di Mineo del 14 giugno 2015 e un altro  tentato furto aggravato ai danni dell’ufficio postale della frazione di Lavinaio del 21 giugno 2015.

L’associazione per delinquere è stata contestata a Giovanni Costanzo, Mario Cantarella,Rosario Fichera, Sebastiano Leonardi, Fabio Longo e Camillo Costanzo, che sono tutti attualmente detenuti nel carcere di Catania “Piazza Lanza”. Gli altri sono agli arresti domiciliari, perché risultano coinvolti nel solo episodio del furto presso il rifornimento di Giarre.

 

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