Babysitter violentata a Catania, aveva già subito abusi in America: "Ma la sua versione è contradditoria"
Aveva già subito molestie sessuali nel suo paese d’origine la giovane babysitter americana aggredita da tre giovani catanesi fermati e arrestati dai carabinieri. La giovane, dopo avere presentato denuncia, è già volata per gli Stati Uniti, dove ha raggiunto la madre e la sorella. A confermarlo è il suo legale, l’avvocato Mirella Viscuso, che non ha avuto modo di parlare con la sua cliente perchè "aveva già un biglietto aereo" per gli Usa.
La vittima della brutale aggressione era stata già stuprata in America come ha dichiarato e come è riportato nell’ordinanza cautelare emessa dal gip di Catania, Simona Ragazzi, nei confronti dei tre indagati per violenza sessuale di gruppo: Roberto Mirabella, Agatino Valentino Spampinato e Salvatore Castrogiovanni. E’ stata la vittima a fare mettere a verbale che ha "subito altre volte abusi o comunque molestie sessuali". "Nei prossimi giorni - ha annunciato l’avvocato Mariella Viscuso - invierò una mail alla mia assistita per spiegarle come funziona il sistema giudiziario italiano. Dovrà ribadire la sua testimonianza o in un incidente probatorio, che cristallizza le prove, o tornare in Italia e testimoniare nel processo. Un’altra strada percorribile potrebbe essere una rogatoria internazionale. Vedremo...".
«La verità negli atti è un’altra e noi siamo certi di poterlo dimostrare. Nell’ordinanza c'è solo la versione della ragazza, che presenta tante lacune e contraddizioni. Ma non possiamo dire altro per il momento». Così l'avvocato Monica Consoli che assiste due dei giovani in carcere per violenza sessuale di gruppo sulla 19enne statunitense a Catania: Agatino Valentino Spampinato e Roberto Mirabella, quest’ultimo assieme al penalista Luigi Zinno.
I legali dei tre indagati - Salvatore Castrogiovanni è assistito dall’avvocato Maria Luisa Ferrari - stanno valutando il ricorso al Tribunale del riesame. «Abbiamo tempo fino a domenica - conferma l'avvocato Monica Consoli - dobbiamo studiare meglio il caso, ma le carte dell’inchiesta ci 'chiedonò di farlo». Intanto la Procura di Catania ha richiesto e ottenuto dal Gip Simona Ragazzi un’incidente probatorio con la deposizione della 19enne statunitense che dovrebbe nei prossimi mesi tornare appositamente in Italia. Il provvedimento è stato notificato alle parti.