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LA TRAGEDIA

Scontro auto - moto a Catania, nell'incidente muore un 21enne

di
incidente, Giuseppe Ferlito, Catania, Cronaca
Giuseppe Ferlito

Incidente mortale alle 2,40 di ieri in via Zia Lisa, a Catania. Giuseppe Ferlito, 21 anni, viaggiava in sella al suo scooter Honda Sh e stava facendo rientro a casa dopo una serata di lavoro presso la trattoria “La terrazza del Barone” in via del Plebiscito quando, per cause ancora da accertare, si è scontrato con un Suv Nissan. L'impatto è stato violento e il giovane è finito a terra.

Subito sono scattati i soccorsi e il giovane è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale Garibaldi Centro di Santa Maria di Gesù, dove è morto. Indagini sono in corso per accertare le cause del decesso.

Sconvolto per quanto accaduto Pietro Crisafulli, responsabile della sede di Catania dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus. "Chiediamo il sequestro delle telecamere di via zia Lisa. Questi criminali meritano condanne esemplari".

“Conoscevo Giuseppe - afferma Crisafulli -, un ragazzo d’oro e pieno di vita. Sono davvero addolorato per l’ennesima tragedia che la nostra regione deve piangere in una sanguinosa estate. Sono vicino alla famiglia, al dolore che stanno provando per un incidente simile a quello che ha visto andare via mio figlio Mimmo. Non se ne può più. Le istituzioni non possono chiudere gli occhi dinanzi a questa ecatombe dalle sembianze bibliche. Combattendo insieme - conclude -, abbatteremo il muro che ci isola rispetto a chi dovrebbe intervenire”. 

“Mi chiedo come sia possibile che un ragazzo muoia investito a 21 anni ed il conducente della vettura assassina resti fuori dal carcere in attesa di un giudizio - dice Alberto Pallotti, presidente A.I.F.V.S. Onlus -. Gli inquirenti hanno il dovere di fare immediatamente chiarezza e di dare giustizia a chi ha perso una persona cara. Questa estate abbiamo segnalato, in più occasioni, l’anomala situazione siciliana, caratterizzata da morti giovani, quasi sempre riconducibili all’utilizzo di sostanze stupefacenti. Eppure, di controlli ferrei non se ne vede nemmeno l’ombra. Lotteremo al fianco dei familiari fino all’ultimo giorno di udienza”. 

© Riproduzione riservata

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