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IN PIAZZA

"Carenze strutturali" nelle scuole, Catania protesta domani insieme a 20 città italiane

Il mondo della scuola torna domani ad occupare le piazze italiane per protestare contro le carenze strutturali, le cattedre vacanti e per chiedere al governo e alle regioni di affrontare il problema trasporti per quanto riguarda la capienza e l’affluenza in vista di un altro anno segnato dall’emergenza Covid. Il movimento Priorità alla scuola ha dato appuntamento a docenti, genitori e studenti in 20 piazze in tutta Italia. Tra le città che aderiscono all'iniziativa c'è anche Catania.

Alle 8 di mattina inizierà la città di Bari presso la scuola Del Prete e poi alle 17 davanti all’Ufficio scolastico regionale. Anche a Napoli gli appuntamenti saranno due: il primo alle ore 12 e poi alle 17 in piazza del Gesù. Manifestazione mattutina anche a Catania a partire dalle 11.30 all’Istituto Nautico Lungomare. Nel pomeriggio, invece, le proteste si svolgeranno a: Firenze (ore 17.30 piazza Signoria), Pisa (ore 17 piazza XX Settembre), Lucca (ore 17 piazza Guidiccioni), Grosseto (ore 17.30 Piazza Socci), Udine (ore 18, piazza Matteotti), Trieste (ore 17.30 piazza Unità D’Italia), Bologna (ore 18 via dei Castagnoli), Padova (ore 18.30 Listòn-via VIII febbraio), Venezia (ore 15.30 via Forte Marghera 191), Milano (ore 18 piazza Castello), Roma (ore 15.30 davanti al Miur), Ancona (ore 16 davanti il palazzo della Regione), Salerno (ore 17 prefettura di piazza Amendola), Genova (ore 18 piazza De Ferrari), Trento (ore 18 piazza Pasi), Viterbo (ore 17 piazza del Plebiscito), Ferarra (ore 18 piazza Savonarola).

Secondo il movimento Priorità alla scuola, «l'anno scolastico non è cominciato bene: orari provvisori, tempo scuola incompleto, cattedre vacanti, Ata insufficienti. I consueti problemi strutturali della Scuola pubblica si sono presentati puntuali nel primo giorno di lezioni. Tutto è aggravato dal fatto che, per il terzo anno di fila, si resta sotto il segno dell’emergenza». L’organizzazione, per quanto riguarda i rischi legati alla pandemia, chiede protocolli flessibili, chiari e congrui alla effettiva situazione pandemica, adattati al mutare delle situazioni epidemiologiche e quarantene selettive garantite da un efficace tracciamento. Alla protesta hanno aderito anche, tra gli altri, Cobas, Cnps, Uds, Rifondazione comunista e Potere al popolo.

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