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LE INDAGINI

Il mistero della ricca anziana morta a Catania e del pranzo con gli spaghetti: disposta l'autopsia

Catania, Cronaca
Maria Basso

Sarà l’autopsia disposta dalla Procura di Vicenza a fare luce sulle cause della morte di una ricca pensionata di 80 anni, Maria Basso, sparita da una casa di riposo di Asiago (grosso centro della provincia di Vicenza) più di una decina di giorni fa e rintracciata successivamente in una struttura a Catania, dove era arrivata con un parente, e infine morta pochi giorni dopo in Sicilia. L’anziana, senza eredi diretti, dispone, da quanto emerge, di un ingente patrimonio, fra conti correnti, gioielli e immobili. L’anziana si sarebbe sentita male dopo un pranzo a base di spaghetti offerto dalla famiglia siciliana.

Sono stati altri parenti della donna, difesi dall’avvocato Roberto Rigoni Stern, a presentare denuncia ai carabinieri di Bassano del Grappa per l’ipotesi di circonvenzione di incapace. Il timore è che l’anziana sia stata convinta con l’inganno a trasferirsi a centinaia di chilometri di distanza e sia stata indotta, sfruttando le sue condizioni di salute, a cambiare il suo testamento. Un documento in cui, secondo le ricostruzioni, dispone di lasciare tutta la sua eredità ai poveri. Un sospetto avvalorato dal fatto che l’ottantenne aveva revocato di recente la nomina di una procuratrice speciale che la seguiva da anni, indicando al suo posto una cugina.

Il Corriere della Sera ha ricostruito il caso. Maria Basso, scrive, era nata a Bassano e aveva avuto una vita avventurosa. Figlia di un impresario edile che aveva a lungo lavorato all’estero, era stata assunta al ministero degli Esteri e aveva lavorato a Teheran, in Iran, da dove era fuggita dopo la rivoluzione khomeinista, e poi in Australia e in America. Non aveva mai avuto figli e infine era tornata ad Asiago ad assistere i genitori anziani. Da qualche anno era ospite della casa di risposo Giovanna Maria Bonomo, sull’Altopiano. È morta, scrive il Corsera, all'ospedale Cannizzaro di Catania, dopo essere stata ospite di una casa di riposo della città. Il decesso risale al 16 dicembre.

Il cospicuo patrimonio, circa 500 mila euro, secondo quanto scrive il Corriere, era stato destinato 15 anni fa a un istituto salesiano di Milano e depositato presso il notaio Giovanni Muraro di Marostica. Ma quel lascito benefico non sarebbe più valido ora perché un nuovo scritto risulta depositato presso un notaio di Catania, e il mezzo milione non sarebbe più destinato ai salesiani lombardi. I carabinieri di Catania hanno sentito la parente che aveva trasferito lì Maria e il responsabile della casa di riposo, dove i primi di dicembre la donna era andata a vivere.

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