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CONSIGLIO

Passa il Consuntivo al Comune di Catania
ma nella maggioranza cresce la tensione

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CATANIA. Il commissario alle porte, anzi oltre, il «Consiglio degli Assenti» ha approvato ieri il bilancio consuntivo. Su 45, appena 18 i votanti e nemmeno tutti appartenenti alla maggioranza. Ancora più risicato il numero dei «sì», che sono stati soltanto 12. Occhi puntati adesso sul Preventivo 2014, sul quale i revisori devono ancora esprimersi. Hanno, però, già minacciato parere negativo — lo hanno scritto nella relazione di accompagnamento del rendiconto 2013 — se non saranno fornite certezze sui crediti «di lungo corso» e sulla gestione delle aziende partecipate.

Il consuntivo è passato, quindi. Ma il vuoto di alcune poltrone, più di altre, ha lasciato il segno. Ad esempio, mancava il presidente della commissione Lavori pubblici Niccolò Notarbartolo, consigliere Pd «in quota Berretta», che martedì aveva presentato un ordine del giorno al vetriolo per rilanciare le «note di richiamo» dei revisori all’indirizzo dell’amministrazione. Documento bocciato: «Pretestuoso», lo definisce Alessandro Porto. Il capogruppo della lista «Con Bianco per Catania» afferma: «Non si può impegnare la giunta a fare qualcosa in futuro, se intanto si parla di qualcosa del passato come il rendiconto». A Palazzo degli Elefanti, intanto, qualcuno parla di esponenti di maggioranza che si muovono come leader di opposizione: «Più che il leader, c’è chi vuol fare la primadonna senza riuscirvi e tenta a ogni occasione di mettersi in mostra», commenta stizzito Alessandro Porto che rivela di non avere per nulla gradito «quell’ordine del giorno dato ai giornalisti ancor prima che in Consiglio».

Decisivo per il buon esito del voto, ieri, un piccolo drappello del centrodestra. Sei i consiglieri di minoranza a garantire il numero legale, assieme ai colleghi di maggioranza Ludovico Balsamo, Nino Vullo, Alessandro Porto, Daniele Bottino, Francesca Raciti, Salvatore Spadaro, Elena Ragusa, Elisabetta Vanin, Francesco Petrina, Mario Crocitti, Carmelo Sofia e Maria Ausilia Mastrandrea. «Ma non è certo una notizia — esclama Manlio Messina, capogruppo di Area CentroDestra — se una delibera passa solo perchè noi siamo presenti, questa è ormai la regola!». Aggiunge l’ex capogruppo Pdl: «Non potevamo certo consentire che sul Consuntivo venisse sciolto il Consiglio. La maggioranza, comunque, non esiste più ormai da tempo a causa di scontri al proprio interno che sono ogni giorno più evidenti». Ribatte Alessandro Porto: «Non mi sembra il caso di parlare di maggioranza e minoranza proprio quando era all’esame un bilancio che riguarda pure la vecchia amministrazione (guidata da Raffaele Stancanelli, già parlamentare pidielle, ndr). In questa seduta, d’altronde, erano assenti interi gruppi di opposizione come Grande Catania e Forza Italia».

Resta, comunque, lo scoglio prossimo venturo del Preventivo con le condizioni poste dal Collegio contabile: «Saremo noi per primi — commenta il capogruppo della civica Con Bianco — a chiedere che vengano rispettate le indicazioni dei revisori. Giusto che abbiano scritto quelle cose. Hanno fatto il proprio mestiere, loro!».

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