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Comune di Palagonia, ispezione prefettizia su possibili infiltrazioni mafiose

La sede del Comune di Palagonia

Inviata al Comune di Palagonia dal prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi, su delega del ministero dell’Interno, una commissione chiamata a verificare l’eventuale sussistenza di «elementi concreti, univoci e rilevanti su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso».

La commissione si è insediata nella prima mattinata di ieri, avviando da subito contatti con il segretario comunale del Comune. Sulla vicenda la prefettura etnea mantiene il massimo riserbo su quali atti amministrativi la commissione debba effettuare l’ispezione. La commissione entro tre mesi, rinnovabili altri tre mesi, dovrà terminare gli accertamenti, portando successivamente a conoscenza il prefetto di Catania sulle conclusioni a cui è giunta.

Sulla questione il sindaco Salvo Astuti si è detto tranquillo e ha espresso la massima fiducia nel lavoro della commissione: «Trattasi sicuramente non di una verifica, ma della verifica, la più importante, che avrà come esito o di spazzare dubbi o di svelare eventuali collegamenti o ingerenze mafiose». «Piena la fiducia nello Stato e nelle azioni che le norme prevedono, azioni che hanno come scopo tutelare il bene pubblico ed i cittadini - ha evidenziato il primo cittadino di Palagonia -. La commissione si è già insediata, i componenti hanno già avviato i primi contatti con il nostro segretario generale. Da parte nostra c’è la massima disponibilità e collaborazione».

Un’altra commissione lo scorso agosto ha effettuato una ispezione in un comune etneo. La commissione dallo scorso 1 agosto è stata impegnata in un accesso ispettivo nel Comune di Castiglione di Sicilia. Anche in questa circostanza i componenti della commissione avrebbero dovuto «verificare l’eventuale sussistenza di elementi concreti, univoci e rilevanti su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso». «Dal 2 agosto 1991, quando fu sciolto per la prima volta un comune, Taurianova, per infiltrazioni mafiose, grazie ad una norma fortemente voluta da Falcone e Borsellino, sono stati sciolti ad oggi 370 Comuni per le stesse motivazioni - ha affermato qualche settimana addietro l’allora ministro dell’Interno Luciana Lamorgese -. Di questi Comuni ben 78 sono stati sciolti più volte. Solo in 24 casi si è proceduto all’annullamento del decreto».

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