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A Santa Venerina la 14esima edizione del premio giornalistico Cutuli: le foto della premiazione

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Nel teatro Eliseo di Santa Venerina si è svolta la 14esima edizione del premio internazionale di Giornalismo "Maria Grazia Cutuli", il cui segretario è stato come da sempre Francesco Faranda.

Il premio è stato assegnato per la stampa estera alla giornalista egiziana Dina Ezzat, vice capo redattore del settimanale egiziano in inglese "Al Ahram weelkly", per la stampa italiana al giornalista Fabrizio Gatti, dal 2004 inviato e giornalista investigativo per il settimanale "L'Espresso", per la sezione "Giornalista emergente siciliano" alla catanese di 24 anni Stefania D'Ignoti, giornalista freelance specializzata in questioni mediorientali.

I premiati poi hanno preso parte ad un dibattito sul tema dell'immigrazione, al quale hanno partecipato anche Enzo Bianco, vice presidente del Comitato Europeo delle Regioni, Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera e Carmela Pace, vice presidente UNICEF Italia. Ha presentato Daiana Paoli di Rai News 24. Letture di Elena Ronsisvalle. Assente Mimmo Lucano, sindaco di Riace.

“Il premio Maria Grazia Cutuli – ha detto il sindaco Salvatore Greco – è molto importante per la cittadina di Santa Venerina, importanza che rischia, forse, di essere un po’ sottovalutata. Il Comune organizza il premio con impegno. Sentiamo l’obbligo morale di continuare ad organizzarlo anche perché le spoglie di Maria Grazia sono seppellite a Santa Venerina, nel piccolo cimitero di Dagala del Re. E’ molto bello che a Santa Venerina vengano giornalisti provenienti da tutta Italia ma anche da tutto il mondo a ritirare questo premio che è anche occasione per svolgere momenti di approfondimento e di dibattito su temi importanti ed attuali”.
Il segretario del premio Francesco Faranda, per anni segretario di redazione del Corriere della Sera, pilastro e presenza imprescindibile dell’evento fin dalla sua istituzione, ha ricordato la storia del premio e il motivo per cui il premio fu assegnato per la prima volta nel 2005 nonostante l’idea della sua istituzione fosse maturata subito dopo la morte di Maria Grazia avvenuta nel 2001: “La difficoltà a far partire il premio – ha spiegato Faranda – fu determinata dal terremoto del 2002 che rese inagibili molte strutture pubbliche tra cui il municipio. Il Premio fu istituito nel 2004 ma si svolge per la prima volta nel 2005, quando era stata già avviata la ricostruzione di molti edifici pubblici e si era usciti dalla situazione fortemente emergenziale”.

Azzeccata la scelta dei vincitori, infatti, Dina Ezzat (per la sezione “Stampa Estera”) ha intervistato personaggi di livello mondiale come il presidente Mohammed Khatami, i leaders palestinesi Yasser Arafat e Mahmoud Abbas, il primo ministro israeliano Shimon Peres, i leaders iracheni prima e dopo la guerra del 2003, i leaders di Hamas in seguito alla loro ascesa al potere a Gaza; Fabrizio Gatti (per la sezione “Stampa italiana”) ha svolto, da infiltrato, numerose inchieste lungo la rotta dell’immigrazione illegale dall’Africa all’Europa, sul capolarato in agricoltura e nell’edilizia, sulle scarse condizioni igieniche negli ospedali, sulla “cricca” degli appalti pubblici e sui naufragi nel mar Mediterraneo, mentre Stefania D’Ignoti (per la sezione Giornalista siciliano emergente) si è occupata di rifugiati, religione e diritti delle donne. Nel giugno scorso ha vinto la Jerusalem Press Club fellowship per i giovani corrispondenti dal Medio Oriente e ha trascorso tre mesi sul campo in zone di conflitto, come Cisgiordania e le alture del Golan.

Nel corso della serata, particolarmente interessante il dibattito sul tema drammatico della migrazione, con una speciale attenzione rivolta ai bambini e soprattutto ai minori non accompagnati e al tema dell’accoglienza.

Come nelle precedenti edizioni, la cerimonia ufficiale del Premio Maria Grazia Cutuli è stato preceduto da una mattinata di studio con lezioni magistrali tenute dei tre vincitori, alle 10, a Catania, nella sala conferenze del Polo Didattico di via Gravina del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università.

“Le sorti della Primavera araba” è stato il titolo della lectio magistralis di Dina Ezzat, mentre Fabrizio Gatti ha trattato il tema “Il quarzo, l’orologio e la vita da giornalista. Come cavarsela in un mondo senza sintesi”. Stefania D’Ignoti, infine, ha parlato di “Kim Wall e la nuova generazione di reporter in aree di crisi”.
Le lezioni magistrali all’Università e il dibattito serale al Teatro Eliseo di Santa Venerina sono stati coordinati dal giornalista Antonio Ferrari, editorialista del Corriere della Sera.

Nel primo pomeriggio di sabato si è svolta, la consueta, breve commemorazione di Maria Grazia Cutuli nel piccolo cimitero di Dagala del Re, che ospita le spoglie della giornalista assassinata in Afghanistan.

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