AL MOLO DI LEVANTE

Nave Diciotti, contatti fra Paesi per accogliere i migranti. Di Maio: "Se l'Ue non decide stop ai contributi"

Tutto fermo. I 150 migranti restano a bordo della nave Diciotti in attesa del vertice Ue delle prossime ore e di un complicato accordo tra i Paesi europei. Così si preparano ad affrontare stremati il quarto giorno di sosta nel porto di Catania.

La situazione è andata tecnicamente - secondo le parole del Comandante della nave, Massimo Kothmeir - "oltre il tempo massimo". Gli unici a scendere, tra i migranti, sono stati i 27 minori non accompagnati, dopo l'ok di Salvini. E anche sulle modalità di questo ordine del ministro sono sorte polemiche. "Tutto è avvenuto senza documentazione scritta ma attraverso Facebook, così come attraverso Facebook è arrivata l'autorizzazione allo sbarco dei minori non accompagnati", ha detto il deputato Riccardo Magi, riferendo le parole del comandante Kothmeir.

A fare visita ai naufraghi ancora sulla nave, sono stati alcuni parlamentari e il Garante dei detenuti, che ha anche presentato un'informativa alle procure di Catania e Agrigento sulle violazioni riscontrate. Si moltiplicano anche gli appelli: l'Unhcr e l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni esortano il governo italiano a consentire lo sbarco di tutti. Ma il ministro dell'Interno resta della propria linea, nonostante il pressing di associazioni, di alcune componenti politiche e le indagini di tre procure, in particolare quella di Agrigento che ipotizza il reato di sequestro di persona.

"Con la mia autorizzazione, dalla Diciotti, dove ci sono tutti immigrati illegali, non scende nessuno" e "combatterò fino all'ultimo per mantenere i miei impegni con gli elettori. Mi piacerebbe che gli alleati facessero lo stesso e vorrei che non ci fossero interferenze interne o internazionali per rallentare il lavoro di un governo del cambiamento. Io non mollo", ribadisce Salvini, il quale cita il "No Way" dell'Australia dove "nessun migrante soccorso in mare mette piede".

Dalla cancelleria tedesca, intanto, hanno fatto sapere che ci sono contatti tra alcuni Paesi europei per l'accoglienza dei migranti della Diciotti. L'Ue spera anche nel vertice delle prossime ore: un incontro informale degli sherpa per affrontare la questione degli sbarchi. In caso di un mancato accordo per la ripartizione dei naufraghi, il vicepremier Di Maio minaccia la linea dura, cogliendo il plauso del Viminale: "Se domani non esce nulla sulla Diciotti e sulla redistribuzione dei migranti - dice Di Maio - io e il M5s non saremo disposti a dare più 20 miliardi di euro all'Ue".

Tra i primi a promettere di "dar battaglia" al prossimo vertice Ue è proprio il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani, secondo il quale "se gli stati membri avessero seguito la proposta di riforma di Dublino del Parlamento europeo, il problema della Diciotti sarebbe già risolto".

Dallo stallo europeo a quello sulla Diciotti. Durante tutta la giornata alcuni parlamentari sono saliti sulla nave, dove in in queste ore regnano malumore, frustrazione e delusione. Tra questi, l'eurodeputata del Pd Michela Giuffrida, l'ex presidente della Camera e ora deputata di Leu, Laura Boldrini, e quello di Più Europa, Riccardo Magi. Sull'imbarcazione è salita anche Daniela De Robert, del Collegio del Garante dei diritti dei detenuti, la quale ha riferito di precarie condizioni igieniche sulla nave sottolineando che "ci sono persone private della libertà senza un provvedimento dell'autorità giudiziaria, quindi una violazione" e per questo "stiamo presentando una informativa alle procure di Catania e Agrigento".

 

Le inchieste sulla nave ormeggiata al porto di Catania intanto proseguono. Sono tre le Procure siciliane che indagano sul caso dell'imbarcazione della Guardia Costiera che, nei giorni scorsi, ha soccorso un gruppo di migranti e che, dopo una sosta al largo Lampedusa per lasciare alcuni profughi in cattivo stato di salute, è ora ferma nel porto di Catania.

La Dda di Palermo ha aperto un fascicolo in cui si ipotizza l'associazione a delinquere finalizzata al traffico di migranti e l'associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nell'indagine, che per legge spetta alla direzione distrettuale essendo prospettati reati di sua competenza esclusiva, sono confluiti gli atti istruttori - principalmente esami di testimoni come i profughi fatti sbarcare a Lampedusa - inizialmente compiuti dalla Procura di Agrigento, primo ufficio inquirente a indagare sulla vicenda.

La Procura della Città dei Templi si è spogliata della parte dell'inchiesta sul favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, passata ai colleghi palermitani, e indaga ora a carico di ignoti per sequestro di persona e arresto illegale.
Ieri, il procuratore Luigi Patronaggio è salito a bordo della Diciotti e ha eseguito un decreto di ispezione personalmente.

Questa tranche d'inchiesta mira ad accertare se il trattenimento a bordo dei migranti - ieri sono stati fatti scendere solo i minori non accompagnati, mentre viene vietato agli adulti di sbarcare - sia illegale. Oggetto dell'inchiesta è anche risalire nella catena di comando a chi, disponendo l'obbligo di non lasciare la Diciotti, stia illegittimamente limitando la libertà personale dei profughi. Qualora i magistrati accertassero che la responsabilità è di componenti del Governo il fascicolo dovrebbe passare al tribunale dei ministri che agisce con i poteri che il vecchio codice di procedura penale riconosceva al giudice istruttore.

I pm di Catania hanno invece aperto un fascicolo di "atti relativi": si tratta di accertamenti preliminari per vedere se siano ipotizzabili reati e che potrebbero poi portare alla apertura di un'inchiesta vera e propria. Mentre la Procura dei minori della città etnea ha attivato le tutele civili, che consistono nelle nomine dei tutori legali, per i ragazzi fatti sbarcare ieri.
La vicenda è molto complessa dal punto di vista legale ed è difficile la qualificazione giuridica dei fatti e l'individuazione delle autorità giudiziarie competenti a indagare.

 

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